20/10/2007
questo blog è chiuso. proseguire oltre, grazie a tutte/i
04/10/2007
il collega, con me oggi in servizio esterno (permesso 7.30-17.30), abbiamo finito alle 11.30 quello che dovevamo fare, mi saluta e se ne torna nel viterbese. deve prendere il trattore e seminare l'orzo pe' i polli. in risposta ad una successiva richiesta di chiarimenti, aggiunge che oltre ai polli alleva conigli e capre. quante? una dozzina, giusto quel che serve per avere abbacchio tutto l'anno. un minuto di raccoglimento in memoria della rosi. così lui torna alla zolla, io in ufficio a sarchiare altri fascicoli, pascolare altri allevamenti. i fascicoli sono cartelline giallo cromo con intestazione in rosso, i colori sociali della nostra grande squadra, carecollegheecaricolleghi, giallo come il sole, rosso come il cuore e come la ferrari. e ricordiamoci che se la nostra ferari core e vince è perché il motore siete voi, disse ieri l'assessora quella bionda riccia e caruccetta, alla fine del suo discorso (applausi). si celebrò una premiazione dei dipendenti gruppo donatori di sangue. sedie laccate gialle imbottite in rosso. a ciascun serbatoio furono assegnati: diploma di benemerenza su carta gialla scritto in rosso, pataccona giallodorata con dipinto gocciolone rosso, strattadi mano della consigliera bona (aò, a me me piace) e tifosa daa roma. buffet alla fine. ci fu pure la pasta all'amatriciana in bicchieri di plastica trasparente col cucchiaino. pasta giallorossa. bona. panini formaggio e prosciutto, mestolate di cocktail, uno giallo e uno rosso. chianti gallorosso. gli nvitati riscesero er campidojo nei colori der tramonto, orgojosi a ventre grosso.
26/09/2007
la collega va al cesso, per la sestasettima volta va a pisciare o a trovare il suo amico più discreto e fedele, lo specchio. cambio fascicolo. giro pagina, diciamo, dalla 2007 passo alla 1978 e rieccoci improvvisamente qui, con un sobbalzo: dopo tutta quell'acqua sotto tanti ponti non ho dimenticato il tuo nome/cognome, guardo la firma sui tre fogli del modulo che hai riempito correttamente, sicura. una domanda di regolarizzazione. mi viene da ridere. pure tu, proprio tu. in internet confronto i dati anagrafici, e sì che sei tu. 58 anni hai ora, trent'anni dopo, ma ricordo subito tutto. giusto oggi sul giornale -non era repubblica, per giunta- si parlava del mio famoso liceo. titolone sulla montante protesta degli studenti, figli di papà a questo giro non più disposti a sopportare l'inaudita prepotenza di essere lasciati per strada, i cancelli chiusi se in ritardo di oltre 10 minuti sull'ora d'ingresso, punti in meno sul conto "crediti". sfumano il monitor e le pile di cartelline sulla scrivania da impiegatuccio mentre improvvisamente si ripresenta una piccola folla di facce e sguardi, divise del '78, zombie di prima e di poi, riprendono vita, raffiorano colori del '77 oscurati da quella nebbia di piombo e inchiostro tragica, ridicola nella testa, nelle gambe e nel cuore di quei tempi, ricordo la mia maturità malgrado tutto e alla faccia tua, bb, che coi tuoi compagni avete fatto abbassare lo sguardo e la mira a una gioventù in fondo non così stupida come voi, tu che con pochi altri eletti siete riusciti nella difficilissima impresa di far stravincere -impuniti- i vostri peggiori nemici, i furbi, i parassiti. prima beccandoti in premio alcuni ergastoli, poi per sfregio la semilibertà. ricordo che ancora non ho letto -volevo leggerlo appena uscito qualche ano fa-, il libro in cui dice che ti racconti sinceramente, in terza persona come in questi tre fogli in cui chiedi il permesso di regolarizzare la tua occupazione abusiva, nemmeno l'altro libro ho letto che peccato, quello pubblicato dall'editore cattolico. qui ora gli allegati ci sono tutti, attenta e precisa, ci hai messo anche più del necessario, vecchio vizio. ricordo che erano primavere uguali agli autunni, c'erano posti di blocco sulle strade tanti quanti tra le sinapsi e non si circolava più liberi la sera ma nemmeno all'alba, infine ci riuscisti, tu complici i tuoi nemici, a far seccare l'orto critico a tutti, a sradicare la voglia, comune se non comunista di creare percorsi nuovi, in privato o in pubblico, in moto o a piedi, messo sotto accusa preventiva già solo il desiderio di cambiare, qualcosa di più che il divieto di fumare marlboro nei corridoi, qualcosa di meglio che usare i cellulari a scuola, qualcos'altro che i cancelli aperti fino a un quarto d'ora dopo la campanella. qualcosa che malgrado tutto questo tempo ricordo ancora, seppure sempre meno frequentemente. ancora oggi che vedo i tuoi certificati, la tua carta d'identità, le tue tre firme, la tua domanda di regolarizzazione di occupazione senza titolo di un alloggio di edilizia residenziale pubblica, e di questo non ti vergogni. mai ti vergogni, tu che mai hai avuto pietà per chi hai ferito, ammazzato, infastidito a vita.
17/09/2007
al ritorno da lunghe vacanze in terre sconosciute, attraversate lande impervie aride senza computer seguendo strade polverose tra selvaggi turisti e rari campi telefonici, niente di meglio che trovarsi trasferiti in un nuovo ufficio, con nuove mansioni, nuove/i colleghe/i. solo così si può mantenere la tensione percettiva, il sapore dello stupore, il tono muscolare rifioriti nel vagare estivo. la scrivania fiondata in un altrove imprevisto cambia il punto di vista alla finestra, l'approccio antropologico resta elastico, dal costume da bagno al costumer care lo sbalordimento continua su altri registri, con altri colori, in altre pareti. viaggio o sogno che sia la vita, niente di meglio di un ordine di servizio a tradimento per non risvegliarsi nella solita sala d'aspetto.
22/08/2007
dice che hanno i pannelli solari e usano nerooogle per fare risparmio energetico ma per passatempo accendono il computer notte e giorno, poi si alzano e
hanno la macchina ecologica con l’impianto a gas così evitano il bus ma per accenderla va a benzina e il meccanico emette vapori tossici, dice
che bevono solo bibite sugar free e diet coke per non ingrassare non potendo fare più a meno di bibite diverse dall’acqua di rubinetto, che mettono nel riciclo il vetro la plastica l’alluminio i tetrapack, che accartocciano le bottiglie vuote di plastica schiacciano le lattine di alluminio e strozzano i tetripack, per risparmiare spazio nei cassonetti nelle discariche, che
ma perciò intanto vanno in macchina a gas per fare la spesa, e poi stanchi di tanto sforzo si siedono troppo tempo davanti al computer con i pannelli solari e nerooogle ingrassando lo stesso, occupando sempre più spazio, loro, con le loro auto sedie e vesti grandi,
anche in treno e in ospedale,
dice che gente rispettosa dell’ambiente come la fabbrica di computer dell o il principe carlo dell’inghilterra pianta un albero per ogni tot di anidride carbonica prodotta,
non calcolando quanta anidride carbonica sia prodotta durante l’impianto e la manutenzione di un albero funzionante, non simbolico,
dice che non prendono nemmeno in considerazione la lontana ipotesi che il resto del mondo forse potrebbe benissimo fare a meno delle dell dei charlatani e della responsability dell’humanity
dice che se la zollosfera potesse parlare forse direbbe al beppegrillo e al gore che sono sovrappeso.
20/08/2007
bic vollei
stella cadente
gialla nel nero
ho un desiderio
luna lucente
improvvisamente
come di caffè
piena silente
calda schiacciata
palla sudata
ai cinqueventi
si vince o si perte
ci si diverte