30/09/2003

Busso, niente risposta, entro. Il responsabile della mensa e' seduto dietro la scrivania, sta aggiustandosi la cravatta e cerca di fissare seriamente il computer, mentre al suo fianco una rossa stagionata atque pimpante cerca di recuperare il baricentro sulla propria sedia ostentando lei pure grande concentrazione sul monitor del tipo, ad ogni modo non mi guarda negli occhi, e allora mi consento una panoramica su una galassia di lentiggini nel vasto cielo della sua scollatura. Il capo ora si accorge di me, congedatosi a fatica dal pc, mi fa:

- Dica - un po' freddo (e' perche' non ci conosciamo).

- Mi scusi l'intrusione, ha un minuto? - La rossa si concentra ora sulla soluzione piu' rapida d elegante al problema di ricoprire in qualche modo le parti di reggiseno rosso anch'esso scoperte. Il capo annuisce tra magnanimo e rassegnato. E' napoletano, senz'altro uomo di mondo, lo si capiva da quelle due sillabe lanciate nel firmamento della via lattea.

- Le rubo solo un momento, c'e' questo problemino delle tariffe per i collaboratori esterni. Io sono uno di quelli, e da qualche tempo ci applicate le tariffe maggiori come se fossimo ospiti. Non mi sembra giusto, solo perche' s'e' cambiata gestione -. La carrozzeria della rossa ha ritrovato nel frattempo un assetto ma il motore e' in folle, e' palese non sa che pesci prendere, tira fuori un foglio dal cassetto, e continua a negarmi il colore degli occhi. Forse e' timida.

- Be', c'e' una disposizione esposta in bacheca, concordata con la direzione generale, il contratto parla chiaro, solo ai dipendenti si applicano le tariffe minime. Pero' voi collaboratori avete quella ridotta, se prendete solo il primo e il contorno -.

- Senta, prima che venisse la sua ditta io mi facevo il pasto completo, pane e minerale compresi a duemila lire. Poi siamo passati a quattromila. poi a seimila. Poi siete arrivati voi, e' arrivato l'euro, e' arrivata la nuova direzione. E mo' dovrei pagare diecimila, cinque euro, come qualunque esternovisitatore? Ma ogni giorno devo stare qui io, sono costretto a mangiare qua, mica mi diverto -, mento platealmente. La rossa finisce un disegno complesso, accartoccia il foglio e lo getta , comincia a guardarsi attorno, sbuffando mi guarda infine. Verdi mica male, nervosetta pero'.

- Va bene, capisco che le cose per lei sono peggiorate, ma non ci posso fare molto, c'e' la direttiva e parla chiaro, eppoi con cinque euri qua sotto non ci prende manco il primo pero' senta vediamo cosa si puo' fare, certo non le posso far pagare due euro a pasto completo, ma se qualcosa si puo' fare per lei vediamo di farla. Ma dovrebbe ripassare domattina, sa adesso e' un po' tardi, ritorni qui domani, abbia pazienza, sul presto che cosi' poi lascio detto il suo nome a quelli della cassa -. La rossa si appoggia sullo schienale, alza il sopracciglio. Non ho scelta e mi e' andata pure bene, dice la fronte.

- Vabbe', adesso non so se domani avro' tempo ma almeno lei mi sembra ragionevole, ci vediamo -. Faccio per andare via, nessuno del resto mi trattiene, ma - Ah, senta volevo farle anche un complimento, per quelle mozzarelle di bufala, ottime davvero -.

- Eh si'. Vengono dalle mie parti. Arrivederci -.

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29/09/2003

il bleccaut di ieri, unito all'altrettanto imprevista prova generale del diluvio universale, in sincronia con il blocco dell'acqua corrente e del traffico locale, costringendomi a rinunciare alle previste attivita' o passivita' notturne legate a luminosita' artificiali effimere corrotte, al mio piccolo egoistico piacere e ad una vasca calda, mi fece proprio bene. compresi quello che conta davvero nella vita, tornando a godere pienamente della cosa piu' bella che possiamo concederci, quella che rifugge da luci specchi spettri brillanti, la scelta migliore, finalmente imposta dal dileguarsi delle interferenze: dormire.

[buonanotte?] '

bleu cauto

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27/09/2003

Rosi e il volo del gabbiano

Rosi amava gli uccelli: ne ammirava il volo libero. Le capre hanno sempre sognato di saltare da un picco all’altro aiutandosi con un paio d’ali. Il suo uccello preferito era il gabbiano. Ne aveva uno, di legno perché la nostra zona era lontana dal mare, con cui si intratteneva nei lunghi momenti d’ozio. Se l’era appeso con una lenza alla trave della stalla. Al minimo colpetto di corna il gabbiano si animava, stendeva le larghe ali di compensato e muovendole, prima lentamente, poi più veloce, volava, sospinto dal vento profumato di fieno, il becco teso a fendere l’aria in cui nuotava sereno.

Accovacciata sulla balla piu’ alta, Rosi lo seguiva incantata, assorta, pensierosa, rapita, senza più d’altro curarsi. Il gabbiano sembrava ricambiarle lo sguardo: i suoi piccoli occhi tondi bistrati la fissavano, le pupille spalancate, mentre volteggiando la sorvolava.

In quei frangenti Rosi era sorda ad ogni altro evento, persino all’arrivo dei miei avanzi nella ciotola. Certe volte, se proprio dovevo passare davanti al fienile, camminavo in punta di piedi e col fiato sospeso, per non commettere il delitto di disturbare quel dialogo intimo, intenso, silenzioso, profondo. Chissà cosa frulla in capo alla mia Rosi, pensavo - per la verità - geloso.

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26/09/2003

Che bella giornata! Gia' dall'alba! Con quel sole splendente nel fresco frizzante! UAU oggi e' venerdi'! Si scalpita! Sigaloppa tutti verso il uicchend! Giustamente guadagnato! Il caffe' brucia? Fa niente!@*%$~ Un sorriso, la giacca, il casco e via! Piu' veloci, briosi, leggeri, sbarazzini nel turbine del traffico! A fare il pelo alle vecchiette sulle strisce! Nel grande gioco della vita! La moglie e' incazzata? Ma no! Tutto si sistema! Poco tempo per i bimbi? Una bella gita! Pensate ad altro? Qualcosa di meglio? Maddai! Un calcio ai pensieri! Macche'! Basta che c'e' il sole nel uiccheppiend! E le partite! Lavoro arretrato? Contratto in scadenza? Futuro incerto? ah, be' - si', beh, boh... bon ma ci siamo abituati! Sia-mo-di-ven-ta-ti-del-le. Rocce! Tutto si sistema! La spesa? La banca? La posta? Poi vediamo, vediamo! Si vedra'! Buon uicchend! L'accento dove meglio ci piace! Spassiamocelo dove come quanto ci pare! Sia-a-mo: liiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiberiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

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25/09/2003

-!- - bozzetto nuovo logo linee aeree giapponesi -

Fatti una domanda e datti una risposta - Marzu'? Fottiti.

Di mercoledi' non succede mai niente - tifoso laziale

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24/09/2003

temporal

Stanotte, mia cara, dormivi - mentre al tuo fianco avevi me, l'uomo piu' affascinante del mondo attualmente a tua disposizione

e intorno e sopra di noi improvvisa una folla impazzita di fan coagulava e a branchi correva ed urlava accecata e violenti esplodevano i flash e a cavallo e in gipponi la polizia caricava e dagli elicotteri sparava petardi lacrimogeni e poi sciabolava con raffiche d'acqua e tutti scappavano gli uni sugli altri pestando cadendo i feriti nel fango e nel sangue senza piu' nel clamore e nel caos di sirene e di botti discernere il bene dal male ne' torto e ragione ne' il bianco dal nero

Stanotte, mia cara, sognavi - mentre al tuo fianco me avevi, e l'uomo piu' noioso del mondo attualmente da te disposato

chiudeva le finestre.

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23/09/2003

Sabrina si lamenta coi suoi colleghi d'ufficio. Dice che gli uomini non sono piu' quelli di una volta. Pare che un Giorgio sia venuto ieri per la prima volta a casa sua, a vedere la televisione: lei ha preparato qualcosa da bere e da spiluccare, poi hanno deciso di vedere la tivu' sdraiati sul letto matrimoniale di Sabrina, ma Giorgio dopo un po' che stava zitto a guardare il film si e' addormentato, russando. Prima piano piano, poi piu' fastidiosamente. Lei infine gli si e' coricata a fianco, senza esito diverso dal sonno condiviso. Il mattino dopo, dice che lui ha apprezzato la biancheria intima di lei, poiche' si e' congratulato per la scelta del modello, poi l'ha salutata sorridendo come dopo una serata al teatro.

Francesco allora ricorda ai colleghi d'ufficio alcune sue vecchie storie di camera da letto, con ragazze un po' timide un po' "puttane" (sic), tra cui una sua cugina. Non fa nessun nome, rispettando cosi' la privacy delle amiche, ma e' generoso nella cronaca, nei commenti, soprattutto nei particolari anatomici. Un pubblico meno consueto resterebbe esterrefatto, anche invidioso.

I colleghi Daniele, Elisabetta, Andrea ricordano a Sabrina e Francesco che quest'estate i due hanno fatto insieme una vacanza di una settimana sul Gargano senza che sia successo nulla di sessuale tra loro, a quanto risulta dai rispettivi resoconti precedenti. Si conclude all'unanimita' che quel Giorgio e' proprio un coglione, o chissa'.

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22/09/2003

Una televisione fatta bene è arte. Sarebbe ora di averla anche in italiano. Sarebbe il primo antidoto serio ai sottili e grossolani veleni berluschi. www.arte-tv.com .

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22/09/2003

urlchivio tv - fonte: Lexicon 1963

Santa Monica, 11 gen. 1962 - Mio marito stava tutto il giorno davanti alla tv -, dichiara l'attrice Rhonda Fleming al giudice Allen Lynch, giustificando la richiesta di divorzio dal suo terzo coniuge Lang Jeffries. Il giudice le dara' ragione.

Parigi, 22 gen. Il presentatore della tv francese Jacques Angelvin viene implicato in un colossale affare di traffico di stupefacenti.

Roma, 2 feb. Anna Vona, una donna sfrattata dalla baracca abusiva dove viveva con i suoi sei figli, minaccia con un coltello da cucina l'ufficiale giudiziario che le sequestra il televisore.

Roma, 8 feb. Giovanna Ferrara, 28 anni, la 'Sceriffa' di Lascia o raddoppia?, si sposa con Giorgio Bosco di Cisa, 53 anni, capo del personale della Camera dei Deputati e Segretario dell'Unione Interparlamentare Italiana.

Los Angeles, 10 mar. Chick Connor, il piu' popolare cowboy della tv americana, viene piantato dalla moglie e dai suoi quattro figli, perche' "Ha bisogno di adulazione, non di noi".

Los Angeles, 10 apr. Un'indagine su 300.000 fanciulli rivela che il 15% dei bambini sotto i due anni segue i programmi tv. A tre anni l'indice raggiunge il 40%, a quattro diventa del 60%. A nove anni, la totalita' dei bambini segue la televisione. Lattanti: dal sesto mese si crea nel piccolo telespettatore una sorta di riflesso condizionato.

Bruxelles, 15 apr. Salvador Dali' presenta il suo Electrocular Headset. Si tratta di un televisore portatile che si installa sulla testa, dotato di un monocolo che consente di osservare la trasmissione con un occhio solo, cosi' che "l'altro occhio e' libero di guardare cio' che avviene intorno".

Roma, 2 mag. Telecronaca da Montecitorio per le elezioni presidenziali. Sul banco della presidenza e' installato un piccolo monitor che consente di osservare la telecronaca.

Montecarlo, 22 mag. L'ipnotizzatore Gerard Borg esegue alla tv un esperimento, durante il quale riesce a far cadere in trance numerosi telespettatori.

Milano, 28 mag. Esce l'Enciclopedia Garzanti in due volumi con la voce Bongiorno Mike. Assente invece dall'indice Vladimir Kosma Zworykin, inventore della moderna televisione elettronica, scienziato e ricercatore di fama mondiale.

Genova, 10 giu. Il calabrese Giuseppe Gianporcaro, pregiudicato latitante, viene arrestato in un bar mentre segue la telecronaca della partita di calcio Italia-Svizzera.

Reggio Calabria, 16 giu. Giovanni Strati, evaso dalle carceri di Gallina, viene arrestato nella casa di Ernesto Fiore mentre segue la telecronaca della partita di calcio Brasile-Cile.

Morecambe (Inghilterra), 4 lug. Al Congresso Internazionale degli Insegnanti la mozione conclusiva afferma che l'educazione sessuale impartita ai diciassettenni e' assurda: "bisogna anticiparla di almeno quattro anni poiche' la tv ha, nel mondo intero, incredibilmente accelerato i tempi".

Chioggia, 26 lug. Saturno Callegaro, 17 anni, uccide a coltellate l'amante della madre, Ermenegildo Trozzo, 32 anni, mentre costui assiste alla trasmissione di Arcobaleno in una trattoria. Dai giornali: "I clienti del locale, intenti alla tv, si sono accorti dell'aggressione quando era ormai troppo tardi".

Santa Monica, 14 ago. Il tribunale concede all'attrice Betsy Drake, 39 anni, il divorzio dall'attore Cary Grant, 58 anni, accusato tra l'altro di "preferire la televisione alle conversazioni con la moglie".

Marsiglia, 10 set. Viene immersa nel Mediterraneo una casa subacquea dotata di tutti i comforts, compreso un televisore, destinata a due sommozzatori che saranno osservati da una telecamera installata a bordo del Calypso del comandante Yves Cousteau. L'esperimento vuole dimostrare le possibilta' che ha l'uomo di vivere a lungo sott'acqua.

Mosca, 30 set. La tv trasmette dal vivo un programma contro l'abuso di alcolici. In una vasca con pesci viene versato un miscuglio di vino e vodka. I pesci dovrebbero appesantirsi e cadere sul fondo, invece si mettono a guizzare sempre piu' allegramente. Il programma viene interrotto.

Reggio Emilia, 8 nov. In seguito alla nascita di due bimbi deformi nell'Arcispedale di Santa Maria Nuova, il primario del reparto pediatrico prof. Adelchi Simonini dichiara che le madri non avevano fatto uso di tranquillanti, e che anche le radiazioni emesse dagli schermi televisivi sarebbero dannose per le partorienti e potrebbero provocare malformazioni nei nascituri.

Quebec, 30 nov. Il droghiere Walter Nurger ottiene il divorzio dalla moglie Annette, accusata di spogliarsi e di profferire calorose dichiarazioni d'amore di fronte al televisore, ogni volta che sul teleschermo appariva un noto presentatore.

Boston, 8 dic. 1962. Thomas Cadigan, 14 anni, strangola con i pantaloni del pigiama la sorella Margareth, 17 anni, dopo una violenta discussione sorta perche' ciascuno dei due voleva ascoltare un programma radiofonico diverso.

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21/09/2003

Lettera - Al figlio

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solo sarai sai sete avrai

soffocherai, allora

Al ti libererai

Al zerai la testa

Al canterai

vedrai sentirti

sarete l'amore che farete

riderai

lavorerai

avrai lasciato solo sarai

ma non smetterai di cantare mai

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20/09/2003

ecco che torna il caldo, a scompaginarmi tutti i piani di autunnamento.

Faili faili oro - è una ballata tradizionale scozzese, parla di un idiota che passa la vita sui mari del mondo per dimenticare un amore impossibile. E' il penultimo brano di un disco a cui tengo molto, uno dei più malinconici che un liceale imbranato, pretenzioso avrebbe potuto infliggersi nella seconda metà degli anni settanta: E Langonned. un Alan Stivell pre-elettrico ortodosso. E' un disco di mare, pioggia fredda, silenzi, pianti, rimpianti e rimpatri, distacchi, ragazzi che tornano dal servizio militare e trovano la fidanzata sposata con un altro, fattorie di nonne abbandonate, druidi secondo cui bisogna morire tre volte prima di infine riposarsi, vita dura dei pescatori, poveracci costretti a farsi preti dai genitori e loro morose che si suicidano. Oye vie, l'ultimo brano, strumentale, è un'aria tradizionale dell'isola di Man. Un'arpa esce dal buio e ci ritorna mostrando con gesti gentili una cosa molto semplice: prendi quello che ti dà il giorno, e buona notte. Niente come questo disco riusciva a levarmi di mezzo i nuvoloni, a farmi uscire di casa pimpante e ottimista.

spot PP - utile e interessante il blog tamtam dei posti buoni - trattorieblog.splinder.it

una modesta proposta - mentre resta in alto quel Siamo più di 20.000, perché non mettere per default in calce ad ogni splop.splinder.it un onesto e sincero "E chissenefrega" ?

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19/09/2003

Ci sono due modi per passare una serata fra amici, che magari non si vedono da tempo. Il primo: andare a cena fuori. Il secondo e' che uno fa l'anfitrione; questo e' un modo piu' noioso, e si deve fare attenzione alla tappezzeria, e a non molestare i vicini, e si rischia di finire a vedere la tivvu', e magari danno C'eravamo tanto amati. Andate a cena fuori. Significhera' porsi la scelta tra un ristorante e una pizzeria, ma poiche' una rimpatriata deve passare liscia, ebbra e democratica, si va in un ristorante-pizzeria. Ce ne sono diversi, a Roma: si puo' scegliere tra La Tavernella a Via Ezio n. 5, e tutti gli altri. Si fa tardi, dovete decidervi. A questo punto andate sul sicuro: n. 5. Alla Tavernella si sta in pace, vicino al centro ma non troppo, ci sono i tavoli di fuori, da cui si gode lo spettacolo dei sampietrini luccicosi e sfrigolanti come creste d'onda in quel porticciolo che diventa Piazza Cola di Rienzo la notte, ci sono i tavoli interni circondati da quadri scrupolosamente selezionati per non distrarre il vostro sguardo dal bendidio che trovate nei piatti. Soprattutto: si mangia bene, in qualita' e quantita', il menu non e' prolisso e non se la tira troppo, si spende poco, il vino della casa non stordisce e non e' tiepido, la padrona e' simpatica, il cameriere in ciabatte e bermuda non fa salamelecchi untuosi. Le tovaglie sono di ottimo cotone. Il bagno e' piacevolmente catacombale e unisex, non privo di alcuni rari pezzi d'antiquariato. La magnata scivola piena e tranquilla, i ricordi e gli aggiornamenti ritrovano un nuovo felice equilibrio alcolico, che sarebbe perfetto se non fosse per l'unica, piccola, brutta sorpresa: non c'e' il Fernet. L'anno prossimo ce lo fa trovare, signo'?

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18/09/2003

"Dimmi che leggi e ti diro' chi sei". Stronzata. Bugia. In senso stretto e in senso lato. In senso stretto, perche' cosa sarei ora se non un personaggio dispersivo e inaffidabile, sicuramente vacuo, essendo le mie piu' recenti letture estranee al lavoro, quelle di oggi, in ordine: un articolo sulle Samoa e uno su Cragnotti nel settimanale Diario; una serie di interviste nel volume "I contadini e la televisione" di Lidia De Rita tra cui quella in cui Antonio dice -Daidano'- e l'autrice capisce Ivanhoe; un brano di Emmanuelle Arsan contenuto in un blog linkato col naso; altri blog che non nomino perche' potrebbero offendersi; codesto blog? Ebbene, io so di non essere cosi' spregevole come mi si vorrebbe dipingere, secondo un siffatto criterio. E comunque con quale diritto si vorrebbe far barcollare la mia gia' incerta autostima, cosi' faticosamente conquistata? In senso lato, peggio mi sentirei. Lato lungo, o altezza: nella mia vita di lettore ho letto pochissime cose piu' lunghe di 30 cm. & 500 pagine. Robetta. Larghezza, o spessore: ancora devo finire i 10 cm. di AL, di Seat Paginebianche. Scarso davvero. Invece, credo che valga il principio:

"Dimmi che ti piacerebbe leggere adesso, e ti diro' come stai". Tutto questo, perche' da tre quartidora m'e' venuto in mente che e' un sacco di tempo che non leggo un Wodehouse, proprio quel futile casto tenero farloccone di Pelham Grenville, ma non riesco piu' a trovarne uno in giro. E non so bene come mi sento.

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17/09/2003

- Pendeche'? - Ogni mattino feriale vado alla stazione e prendo il treno per Roma , ogni sera feriale vado alla stazione e riprendo il treno da Roma. Anche quando e' festa, certe volte. Cosi' dicono che io sono un pendolare: non viaggio, pendolo. Secondo loro. Eppure i vagoni, i rumori, gli odori, le luci violette rosse e gialle, il sole tra le tendine sono gli stessi di un viaggio vero. Possibile che sia cosi' importante, la destinazione, da rovinarmi il percorso? Devo sentirmi davvero un pendolare, solo e soltanto perche' la meta e la base sono sempre le stesse? E tutto il resto? Tutto il mentre che succede NEL viaggio, e che cambia ogni volta, i passeggeri sconosciuti, le letture, i sonni, le stagioni, il paesaggio, sissignori anche quello?

- Partire e' un po' vivere, e' cambiare aria. Aria nuova, terre nuove, fuochi nuovi, acque chissa'. Liberarsi comunque da qualcosa, prima d'impelagarsi in qualcos'altro. Al parcheggio di Piazza della Liberta', preferisco il percorso di Via della Liberazione con svolta a Corso Rinascimento. Ereviv 'op nu 'e eritrep. Andata e ritorno.

- stasera ore 22 roma piazza vittorio enzimi stand mediateca accattone night. letture - incontri - scazzi - io non ci saro' - e forse qualcosa da bere il titolo della serata: "famo reading!" http://www.accattone.org/archivio_index.html


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16/09/2003

   (y)y                   eva adamo - inchiostro su carta - dim. XxY = Xx(X-1/X)

-

"Perche' cazzo, precisamente, esistono i maschi?" . Cosi' ( http://www.spiegel.de/img/0,1020,292479,00.jpg ) recita lo Spiegel oggi in edicola, dedicandosi corpo e anima, copertina e inchiesta, ad un tema non nuovo, anzi vecchio quanto il mondo ma sempre attuale. L'aberrazione, l'anomalia, la mostruosita', genetica, naturale, sociale del cromosoma Y e quindi del membro virile nel consesso umano. Mentre ancora abbiamo negli occhi e negli incubi il micidiale, scientificamente inconfutabile Manifesto programmatico per l'Eliminazione del Maschio dell'antropofoba Valerie Solanas (¥), mentre stentiamo a risollevare lo sguardo dalle piu' recenti idiozie e catastrofi procurate dalla presenza maschile nell'ecosistema globale, mentre disperiamo ormai di porre rimedio al tremendo carico di guerra, morte, violenza, distruzione e stupidita' con cui i maschi si gingillano quotidianamente, ecco che puntuale giunge il prestigioso settimanale tedesco a diluviare sul fradicio, a sancire l'inferiorita' strutturale, la vanita', ma soprattutto l'evitabilita' della variante ortopedunculata del Sapiens Sapiens. Tutto fa supporre che si passera' dalle parole ai fatti, prima che sia troppo tardi. Tra poco vedremo Eroditrici istituzionali perseguitare i maggiorenni e azzannare i neonati, gambizzare i pensionati, intitolare borse di studio e piazze all'illustre scassandra che tutto anticipo' con la sua SCUM Society for Cutting Up Men.

Signori, guardatevi le s/palle, io vi ho avvertito.

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15/09/2003

Ma senti, cos'e' la tivvu'? E' avvicinarci l'immagine e il suono di una cosa lontana. La tivvu' e' importante? Come no. Ma quanto importante? Tanto. Tanto tanto? Tanto tanto. In Italia, in Venezuela, negli USA, in Inghilterra, e quindi nel resto del mondo senza o con poca tivvu', Afghanistan e Iraq compresi. Ma tanto quanto? Tanto che oggi la tivvu' informa, forma, intrattiene, trattiene, esibisce, inibisce, libera, opprime, aggrega, disgrega un sacco di gente, quanta mai nella storia e tutta insieme. Tu ci credi all'Eden, all'Eta' dell'Oro, al Graal, alla Terra Promessa, al Bengodi, all'Eldorado, al Paradiso? No. A meno che non sia un giochino a 2 dimensioni e 20 pollici. Allora ricevi, e per favore volentieri pubblica:

Migliaia di anni fa esisteva una civiltà meravigliosa e pacifica in cui gli uomini non combattevano tra di loro, ma univano i loro sforzi nell'immane impresa di rendere più ospitale la terra. Questa era Atlantide. Atlantide che fu distrutta dai maremoti della storia. Ma non furono distrutte le sue idee di pace, amore, parità tra i sessi, rispetto per i bambini e i diversi, celebrazione della vita attraverso la festa e il gioco. Idee che oggi stanno rinascendo, e che diventano di giorno in giorno più forti perché sono le più antiche: il pacifismo, l'ecologia, il femminismo, il movimento gay, la musica scatenante, la nuova puericultura, la new age, la medicina olistica...
Per aiutare queste idee a rafforzarsi e a crescere, per raccontare tutti questi sogni, per ridere di noi e di voi cercando un nuovo gusto della vita. Per questo è nata atlantide.tv .


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15/09/2003

SCIOPERO

Per protestare contro il mancato rinnovo del contatto postgrafonico relativo al blog http://www.dimegliodafare.splinder.it/ e per la ripresa delle trattative con debitiecoccole bloccate unilateralmente, questo blog oggi 15 settembre 2003 per l'intera giornata sara' muto e bugiardo.

Auguriamo sinceramente a chi se la spassa zitta zitta a Siviglia di affogare nell'amontillado e affondare nella paella strafogandosi di toreri, mentre noi restiamo in questa valle di lacrime.

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14/09/2003

Cambio di stagione

Il vento è tornato e ha portato nuvole, grigio, cielo terso, fresco, le prime foglie secche. Cambiano i colori, gli umori, i tempi e i tagli di luce. Signori, si cambia. Si scende dall'estate, prendere il bagaglio, tra poco arriva l'autunno, finora non è previsto ritardo. In biglietteria, una fila ordinata. "Una bionda occhi azzurri per la sera, grazie". Prego, ecco il resto. Lei? "Una conversione etico-religiosa ad U solo andata". Prima o seconda? "Ah già: seconda ma con prenotazione". ooocchei. Dica? "Un espresso". Il bar e' di fronte, sveglia. Appresso? "Vorrei un rimborso. Ho preso un cancro e perso il treno". Riempia il nodulo, e poi torni. Oibò guarda chi c'è, dimmi. "La vita è un sogno, o i sogni aiutano a vivere?". Marzù sei un incubo, eccoti la cuccetta solita per avellino, cambia a sciampo. Lei? "Un lavoro fisso". Mi dispiace, posti esauriti. "Allora un posto ponte sul traghetto, e poi vediamo". Buon viaggio.

ore 18.30 Italia-Francia, diretta tv - Je ne regrette rien. "Oui, oui, mon ami".

Una gran bella finale. "C'est tout?". A presto.

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13/09/2003

volevo segnalare a tutti i disoccupati che sanno certe lingue, ma pure a chi ha di meglio da fare, o alle loro sorelle, che qui si cerca gente volonterosa volontaria: www.witness.org - in particolare: www.witness.org/about/portuguese_translators.html . Non si guadagna. Però è una possibilità di occupare bene il tempo.

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13/09/2003

Mare limpido al fianco del castello di Santa Severa, questa mattina. I toni di blu appena increspati da una brezza fresca, leggera. Il sole continua a spingere i sabati al mare, obliquo ma ancora robusto. Per primi arrivano i vecchi, anzi le vecchie, che sono piu’ sveglie e sportive, con le loro sottovesti, le loro seggiole, gli occhiali neri davvero anni ’70, il loro finale di partita a dama. Chissa' come arrivano fin qua tante persone anziane, o dove si nascondono i loro accompagnatori: la spiaggia e’ distante dai centri abitati un paio di chilometri. Forse i loro figli e generi le mollano la’ per riacchiapparle piu' tardi, prima che faccia troppo caldo, dopo la spesa, i conti correnti. Potenza dei telefonini, e del fascino del castello. Alcune vecchie trascinano per mano bambini assonnati, rassegnati, che tra qualche lustro capiranno quanta voglia di mare si stavano bevendo, anche stamattina, da quei seni avvizziti. La sabbia e’ stranamente pulita, spazzolata ieri sera dal Comune, pettinata dal vento dell'alba. Poi vengono i camperisti dal parcheggio vicino a lavarsi, a svegliarsi dopo una notte a fette sotto la luna piena, coi loro thermos di caffe', i ricci di mare da sgubbiare. Poi una giovane coppia di turisti. Il bar e’ aperto, hanno cochecole e cornetti in mano. I primi venditori ambulanti offrono cose, la stessa pazienza tattica del pomeriggio. Un motociclista si spoglia, ma forse e' un subacqueo. Un cane che porta a spasso la sua padrona. Un silenzio ancora intero e imbarazzante, quasi, se non fosse necessario a godersi il fruscio lieve della risacca. A questo punto sei arrivato tu, Ali. E zompando strillando contento sguazzando scaldando l'acqua scalciando la sabbia hai rotto il cristallo, spezzato il silenzio, distrutto l'incanto, svegliato il castello, e buttato il mare giu' dal letto.

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13/09/2003

Egregio Signor Petrolini, ho deciso di citarLa. Cordiali saluti.

Del dì nel quale io mi maritai

Con mia moglie non feci questione mai Qualche volta la porto anche sul tranvai Questa mattina i salamini mi comprai. Ho comprato i salamini e me ne vanto. Se qualcuno ci patisce che io canto È inutile sparlar È inutile ridir Sono un bel giovanottin Sono un augellin Vorrei tornar bimbino Da tutti carezzato Di sera e di mattino Vorrei esser sbuccellato Allor chi mi vedeva Di me si innamorava Al seno mi stringeva Evviva l'alluminio! Fiore di virgoletta e di bacillo Quando ti vedo mi fa male un callo Ti amo come si ama il coccodrillo. Fiore di pippa spenta in bocca a un pollo Sei bella più del grasso nel cappello Più di una busta senza francobollo. Fiore di viole Dovevano arrivare trentasei automobili È arrivato un carrettino a mano Io sono un poeta estemporaneo improvvisatore Imbecille io son Perché? Perché sì. Insisto sul sì; non faccio del male a nessuno se dico di sì; quante cose si possono risolvere rispondendo di sì; e allora, sì. Mi chiamo Ambrogio Ho l'orologio Che segna sempre Le ventitré Chi sa perché E quando piove Riparo dove L'acqua non cade Sopra di me Chi sa perché Forse perché io non sono biondo Ed ho gli occhioni belli E sono tondo tondo E canto gli stornelli Adesso ti do un problema: ho un'automobile della forza di centocinquanta cavalli sulla quale possono andare sei persone e l'automobile può fare quaranta chilometri all'ora. Quanti anni ha l'autista? Lo sai o non lo sai? Ha trentadue anni. C'è poco da ridere: è un amico mio; me lo ha detto lui. Tutto è sbagliato, tutto un mondo da rifare. Ieri un amico mi ha detto: Andiamo a trovare un tale in casa di salute. Era morto, era morto di salute. Un altro mi indica una cancellata; ma come può essere cancellata se c'era. Un tale mi indica per strada un signore e mi dice: lo vedi, quello è il perito Ma come poteva essere perito, se era vivo. Tutto sbagliato, tutto un mondo da rifare. Un altro mi dice: ti voglio portare a vedere il cantiere stavano tutti zitti non cantava nessuno. Tutto sbagliato, tutto un mondo da rifare per esempio, dicono orologio ma orologio quando è d'oro, ma quando è d'argento, argentologio, e quando è di nichel, nichelologio. Tutto sbagliato, tutto un mondo da rifare. Per esempio, miope, quando sono io miope, ma quando è lui, luipe, e quando sono loro, lorope In Italia non c'è patriottismo. Stasera, magari vado in galera, ma dico tutto; sì, perché tutti i grandi uomini che hanno speso la metà della vita per l'indipendenza italiana vengono cacciati via. L'ho visto io, con i miei occhi, scritto: Via Cavour, Via Garibaldi, Via Mazzini, Via Quintino Sella, Via Giovanni Lanza. Bisogna scrivere Resta Cavour, Resta Mazzini, Resta Quintino in Sella. Più stupidi di così si muore. Tutto sbagliato, tutto un mondo da rifare. Per esempio questo cosetto qui che teniamo sulla giacca si chiama bottone, e quello dove ci mettono il vino la chiamano botte. Questi che abbiamo qui nella pancia li chiamano intestini, ma intestini quando stanno in testa; quando stanno qui impancini. Tutto sbagliato, tutto un mondo da rifare. Lo sai che differenza passa tra un soldato e il ferro? Che il soldato monta la guardia e il ferro china bisleri. Più stupido di così si muore. Ho comprato i salamini e me ne vanto Se qualcuno ci patisce che io canto È inutile sparlar È inutile ridir Sono un bel giovanottin Sono un augellin.

si procuri un buon avocado
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12/09/2003

Tempo Reale

cose fattibili mentre si fa qualche altra cosa

In macchina, mentre si fa la coda

- tagliarsi le unghie delle mani. si prende il trim, si agisce mantenendo le dita sull'arco superiore del volante, cosi' da guardare le falangi senza dimenticare chi ci precede nel mondo.

- pulire l'interno del vetro. si prende uno straccio, si agisce strofinando sul vetro in tutti gli angoli dell'auto di fronte, interessandosi anche di quella a fianco. non aspettarsi spiccioli.

- slacciarsi o allacciarsi le scarpe. prima, tirare il freno a mano. se l'operazione si complica, certificare a braccio la propria esistenza in vita.

- darsi una sgrullatina. abbassare la frizione e piegare il collo, per evitare di spettinarsi troppo.

- accarezzare il tetto della macchina, con piccole pacche leggere. alla vostra cavalla piacera' molto, e la vostra mano sinistra ne ricavera' una maggiore autostima.

- ascoltare la persona che viaggia accanto a voi. dai, sul serio.

- controllare la propria superficie maxillo-facciale allo specchietto. ma siate prudenti, e ottimisti.

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11/09/2003

Insomma, non riesco a capire. Piu' si allarga la possibilita' di comunicare liberamente (internet, satelliti, voli charter, sms, etc) e piu' si sente alta e diffusa la voce dei padroncini e degli stronzi. Provate ad immaginare, proiettato per esempio alla fine degli anni Settanta, uno come Bush junior, o come Berlusconi, o come Bossi, o come Gasparri nella stessa carica sociale che oggi rivestono questi galantuomini. Io ci ho provato, e non ci sono riuscito. Mica perche' allora erano tutti piu' intelligenti e furbi, anche se privi di blog. Anche in quei tempi c'erano come ora Baudo, Andreotti, Padre Pio (vivo o morto, fa lo stesso). La differenza e' che allora ognuno sembrava, diciamo cosi', meglio ritagliato nel suo ruolo: berlusconi faceva l'imprenditore spregiudicato medio e basta, bush il figliodipapa' alcolizzato giuggiolone e basta, bossi il geometra arruffone da bar e basta, gasparri contendeva a storace e alemanno il posticino da capobastone tra gli squadristi di via sommacampagna e basta. Sembra che la rapidissima accelerazione delle comunicazioni umane non abbia potuto evitare l'amplificazione dominante delle voci di quelle che prima erano solo pulci fastidiose, e ora sono diventate catastrofi nazionali o globali. E che favola racconto adesso a mia figlia?

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11/09/2003

- Stefano ci capiva di moto, musica, fumo, pallone e ragazze. Forse per l'ultimo motivo, veniva chiamato Sticchio. Al liceo era uno cool, non lo faceva: lo era, e ti capiva al volo ma non lo dava a vedere, non metteva su arie, nemmeno quando faceva a gara di cerchietti col fumo. Era di sinistra ma nel sangue, nella scrematura di amici e conoscenze, dibattiti e libri non gl'interessavano, lui viveva a sinistra. Magro e laconico, parlava piu' a cenni che a parole, in italiano non glie ne fregava niente e andava maluccio, come in matematica, come in ogni materia del liceo ora che ci penso, venne rimandato a settembre diverse volte. si guardava in giro e stava attento a non pestare i piedi di nessuno, facendosi i sacrosanti cazzi suoi. Aveva sempre un orecchio per ascoltare, non troppo a lungo, una specie di indiano, di profilo con quel naso. Stefano giocava a calcio come suonava, e cioe' da dio, senza sforzarsi. La squadra la faceva lui e la palla girava intorno a lui, il suo tunnel d'esterno in controtempo non l'ho piu' visto, un townsend falcao, gli who gli piacevano assai ed era romanista anche se non fanatico. A pallavolo se la cavava bene, ora che ci penso gli riusciva bene tutto tranne i bei voti a scuola, perche' in classe si annoiava, e tranne gli strumenti a fiato perche' fumava troppo. Pero' ci facemmo una volta una pedalata di un giorno e una notte. E poi con altri un campeggio ad Albinia, un paio di pasque a Firenze in sacco a pelo. Stefano aveva un fratello maggiore, Sergio, che per tutti noi era un mito. Era uno Sticchio al quadrato, era sempre in giro, un fantasma, non lo vedevamo quasi mai a casa loro, ma quando c'era e i due fratelli si mettevano a suonare paglia in bocca uno sembrava roger waters e l'altro keith richards, anche fisicamente. Avevano una madre buona, piccola e dolce, e anche il padre era un pezzo di pane, faceva il duro ma era intelligente, non faceva scenate e con noi era gentile e si defilava, si vedeva che quelli erano preoccupati forse addolorati, per sti due figli al limite, ma li lasciavano liberi di scornarsi. Il padre faceva qualcosa come l'avvocato. Stefano e famiglia abitavano in Via Mario Fani, tra trionfale e stresa. Moro per noi fu come il Muro di berlino: dal '78 prima il coprifuoco, poi il grigio, dovemmo dimenticarci della sua bella casa con gli strumenti nel salone. Nel 1980 ci maturammo insieme, scopiazzando agli scritti senza troppi problemi. -

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10/09/2003

- Imprevisto - Tornare al giorno precedente

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09/09/2003

Libreria Numero 1

un luogo di piacere

Nelle greppie aziendali - cosi' dette: mense - i dipendenti riempiono il sacco esofageo. E mentre masticano ed anabolizzano possono riuscire a parlare, tra loro o tra se' e se', ma raramente si produce in mensa qualcosa che non sia avanzo, pettegolezzo, macchia sull'onore altrui o sui propri abiti. Nulla di strano: l'eccezione improduttiva alla regola e' prevista, nell'orario contrattuale, sotto la voce "pausa mensa". Tale lasso di tempo e' destinato, per cosi' dire, alla necessaria rincorsa per un salto piu' alto.

Tuttavia c'e' sempre un'eccezione alla regola dell'eccezione. Anche perche' non tutti i commensali sono lavoratori subordinati. Al loro molle fianco appaiono saltuariamente i cosi' detti: atipici. Oggi, una mensa aziendale e' stata teatro - eviteremo di scrivere 'musa ispiratrice' finche' avremo negli occhi e nel ventre il triste menu veteroittico delle 15.00 - di una vera e propria creazione. E' stato partorito, dall'incontro di due fervide forchette, un progetto originale, inedito, inaudito, irriducibile, e aggiungiamo a buon diritto: atipico. Un progetto nato da un sogno comune ad occhi aperti, dunque un nuovo sogno, destinato a crescere, con i suoi piedi piantati a terra e la sua testa ben ficcata tra le nuvole, col suo nome ben preciso, dall'inizio alla lontana fine:

Libreria Numero 1

e' una libreria, direbbe un Registro Esercenti il Commercio. Un piacevole rifugio, diciamo noi, aperto 24 ore su 24, tutti i giorni dell'anno. I librai gestori sono diversi e si identificano nei soci, selezionati con le modalita' in seguito specificate. L'interfaccia principale della libreria col resto del mondo e' rappresentato da: una vetrina; un'entrata principale per i soci o aspiranti tali; un'entrata secondaria per gli avventori occasionali. L'interfaccia secondario consiste in una porta di uscita comune, sul retro.

Il luogo non ha insegne e non ricorre alla pubblicita'. Si sa, che si chiama cosi'. Oppure non si sa, e non c'e' niente di male a non chiamarlo, ad ignorarlo.

Vetrina -- La vetrina e' priva di scritte, come il resto degli elementi del locale, interni od esterni. Al centro della vetrina e' in mostra un libro, uno solo -il libro del giorno- di cui sono ben visibili da fuori: il frontespizio, lo spessore e, facoltativamente, la copertina. Ogni giorno l'unico libro della vetrina viene sostituito da un altro titolo, rappresentato dall'unica copia esposta. Certi giorni puo' succedere che il libro non venga sostituito, se cosi' decide il libraio subentrante, o che il titolo successivo sia collocato in una posizione diversa da quella centrale. La scelta del titolo e' svincolata dall'anno di pubblicazione, e quindi da qualsiasi condizione di distribuzione o classifica bestsellers: la determinazione sul libro del giorno dipende esclusivamente dal libraio di turno, che pero' deve garantire la disponibilita' dell'opera a chiunque ne faccia richiesta, a costo di fotocopiarla di persona, financo illegalmente.

Entrata principale -- Introduce agli ambienti della libreria riservati ai soci, in qualunque ora del giorno e della notte. Provvista di uno spioncino, attraverso cui il libraio di turno -uno dei soci frequentanti la Numero 1 da piu' di un anno- riconosce il socio o l'aspirante tale. Il socio riconosciuto accede, eventualmente insieme ad uno e uno solo accompagnatore non socio, purche' alle condizioni di cui in seguito (A). L'aspirante socio invece deve essere testato. Il primo test si svolge negli attimi in cui il pertugio resta aperto: se la persona ignota non garba al libraio di turno, a causa del suo aspetto, del suo alito, del suo abito, non importa a causa di cosa, lo spioncino si chiude con esito negativo, e il candidato resta avventore occasionale. In caso contrario, lo sportellino si chiude e la porta si apre, per avvicinare l'aspirante al secondo test: una serie di domande, cui rispondere o meno. Le domande rivolte all'aspirante generalmente esulano dal mondo dei libri, non hanno alcun limite categorico e talvolta nemmeno un senso logico, l'importante e' che le reazioni dell'esaminando piacciano al libraio. In tal caso, l'aspirante viene iscritto come socio. La nuova iscrizione va confermata e puo' essere annullata dal resto dei soci, ma solo se il loro parere negativo e' unanime. Il socio confermato paga una quota fissa annuale.

N.B.: per brevita' si intende con "socio", "accompagnatore" etc. una persona di qualsivoglia sesso.

N.B.B.: la differenza fondamentale tra socio e avventore occasionale e' nell'accesso ai servizi extra, interdetto ai non soci.

La quota sociale annuale e' essenziale all'economia del progetto e va versata puntualmente, magari anticipatamente, pena la riduzione del socio ai minimi termini. Da' diritto alla fruizione immediata (non mediata da alcuna servitu') dei beni e servizi disposti nei locali della libreria: angoli lettura, sala multimedia, bagni, sauna, bar, cucina, salotto, camere da letto, sala giochi, tinello, cantina, cella d'isolamento, loculo, urna, soffitta, lavatoio, garage, e ovviamente libri. Il socio si serve da solo, impegnandosi a non lasciare di se' ricordi spiacevoli. Chi si avvale di consumazioni onerose (telefonia in sala multimedia, sauna, caffe' equo solidale, alcolici, pomodori, pistacchi etc.) deve poi provvedere al riequilibrio delle risorse, scegliendo la soluzione a lui piu' congeniale tra le seguenti: denaro contante extra-quota, reintegrazione del bene consumato, congruo baratto.

Entrata secondaria -- Per i non soci. Essi da qui possono accedere solo alla parte della libreria destinata ai libri. Quantita' e qualita' dei volumi presenti in libreria sono la mera somma delle scelte dei librai soci e dei clienti che dimenticarono di ritirare le copie ordinate. Per questo motivo la Libreria Numero 1 avra' sempre titoli intriganti, sorprendenti, difficilmente rintracciabili in altre "librerie". Non sono graditi i rappresentanti delle case editrici, e chissenefrega delle rese e delle tredicesime copie gratuite, mentre dispiace un po' per i pagamenti dilazionati, ma non si puo' avere tutto. Un libro non e' una merce come le altre, una libreria non e' solo uno spaccio. Almeno, non lo e' la Numero 1. Torniamo a noi, o meglio a loro: i non soci. Oltre al Libro del Giorno, su cui il libraio ha il piacere di discutere, essi possono dunque consultare sul posto e/o acquistare i libri gia' presenti avvantaggiandosi del fatto che ogni libraio li conosce uno per uno e puo' disquisirne. Solo per puro caso gli avventori trovano tra gli scaffali una copia di bestseller corrente. Anche i non soci possono ordinare libri, di qualunque tipo, depositando una cauzione o proprie membra congelabili, sicuri del fatto che il libraio non si dara' pace finche' non avra' tra le sue mani nel piu' breve tempo possibile la copia richiesta. Presso i libri, la Numero 1 offre una varieta' di sedie, poltrone, ottomane, sofa', sgabelli, trespoli, inginocchiatoi, tappeti, triclini e panche tra cui ricordiamo il pregiato water PhilAdelphi e il sedile da barbiere modello Figaro originale.

Uscita -- Sul retro, per rispetto della privacy, e per difendere chi entra in un'esperienza da qualsiasi consuntivo di chi ne esce. Veder uscire qualcuno dalla Libreria Numero 1 puo' essere un buon segno o un cattivo segno. Sara' un ottimo segno, e raggiunto lo scopo dell'impresa, se vedrete uscire i frequentatori in condizioni migliori di quelle in cui erano entrati. Si esce come si entra: uno per uno.

il sogno continua

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08/09/2003

al             "don quijote, sancho y el viento sudeste" - rottami su sabbia - cm. 100x16

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Una che si chiama Venera, di nome. Un'altra: Virginia Mammana, nome e cognome. Per fortuna che c'e' una Salvatrice. C'e' pure una Vitalia. Vitalia e' quella che una blogger definirebbe una concrezione, densa di patria vitamine & compagnia di bandiera, proprio un bel nome da anno II dell'era berlusca. Uno che si chiama Erio e sembra Gramsci, stesso fisico, stessa intelligenza sprecata, stavolta nelle angustie dei sottuffici di un assessorato. Un altro che si chiama Dino: recentemente condannato dalla pubblicita' di un noto aperitivo ad un triste supplizio da parte dei cari colleghi. Una che attacca discorso mentre aspetta in metropolitana: ma ha visto quanti cinesi ci sono in giro, quanto sono sporchi. Uno che le risponde: ehm, beh si' ma guardi, mi sa che la sua chiusura lampo e' rimasta aperta.

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07/09/2003

Se puta caso fossimo sulla terra solo per riprodurci, è evidente che saremmo molto più efficaci e felici, insomma evoluti, nei panni di organismi monocellulari e asessuati: nasceremmo, raggiungeremmo la maturità attraverso una veloce adolescenza indolore, ci riprodurremmo per partenogenesi evitando figuracce e umiliazioni connesse al corteggiamento, schiatteremmo senza piagnistei, rimpianti, assistenti. Questa ipotesi ci costringe comunque a riflettere, ridimensionando il nostro apparato teleologico, ancor più se ricordiamo che non sono stati certo i protozoi ad inventare la bomba atomica, e va a deporre (qualcosa depone, in ogni caso) a favore dei Catechisti Fondamentalisti congiuntamente alla massima antidarwiniana troppo a lungo sottovalutata del noto mullah integralista Comunardo Niccolai: “bisogna tornare indietro, per trovare la propria porta nel cielo”. Parliamone.

Per esigenze di servizio legate al recente riconoscimento del diritto di pari opportunità tra i sessi, ieri invece del primo tempo di Italia-Galles mi sono sorbettato dal satellite il secondo di Islanda-Germania finita zero a zero, ingiustamente, perché l’Islanda meritava una vittoria ampia e i tedeschi al massimo una doccia fredda. Ma non tutti i mali vengono per suocere: un gustoso siparietto imprevisto è stata l’intervista di fine partita all'allenatore della nazionale tedesca, un Rudi Voeller nervosissimo e inkazzato come una besctia contro quel panzerotto di Gunther Netzer, ex stella degli anni 70 precipitata nel trash delle stalle tv a fare il commendtatore saccente alla D'Amico - stesso nodone rurale alla cravatta -. Dal resoconto stenografico:

Netzer - Nessuna attenuante, nessuna scusa: questa nazionale è da dimenticare, ha raggiunto il fondo -

Voeller - E mo' basta ciai rotto i cojoni, sì avemo giocato male vabbè, ma capita no? E se stamo a sentì te ogni volta toccamo er fondo, ogni volta peggio, e da mo' che avremmo scoperto er petrolio in campo, e lo dicevi puro ai mondiali come annavamo a fondo che poi guarda un po' semo arivati secondi, e piantela co' sti commentini de merda da'a poltrona de 'no studio tivvù e fra tre Weizenbier (intraducibile: tre bicchieri da 0,5 di birra al lievito favorevoli al rutto, NdT), guà che la tua spocchia porta pure sfiga, ma io mica so' come Bertie Vogts, nun m'attacco al posto in panchina a tutti i costi, io faccio quello che posso ma mica in campo ce sto io, ce stanno undeci fior de giocatori ma che si nun cianno voja de giocà mica posso prenne er mitra no? E per una partita che va male dieci s'azzeccano, è sempre stato così lo sai, e te lo ricordi puro tu che poi nun è che fossi er massimo ai tuoi tempi, daje, e dai finiscila -. (il vecchio Rudi quando ha le madonne parla così, da quando giocava nella Roma)

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05/09/2003

l'acquario  

Mentre vien giu' una pioggia forte, esco per andare in piscina. Una costruita da poco, modernissima. Cinquanta metri in pareti trasparenti di vetro azzurrato, pulita, climatizzazione giusta, deumidificatori perfetti, gente civile, discreta, nessun bimbo rimbomba. Con la mia tessera personale prendo la chiave dell'armadietto metallico, mi cambio. In costume e accappatoio valuto l'affollamento in vasca. C'e' una corsia libera: mi tuffo, gustando quel brivido di piacere dovuto al brusco cambio di temperatura, al decollo in un liquido, per giunta senza occhiali - i faretti che mi dovrebbero far vedere bene le cose, da sveglio e miope -. Fatte le prime due vasche mi aggrappo al bordo per la prima pausa, e vedo, anche se sfocata, una scena incredibile. Resto a bocca aperta, invece di inspirare forte dal naso come al solito, guardo stupefatto l'acrobazia di un tipo che vola coi piedi incollati a una tavola, nella corsia di fianco.
Esco veloce, mi rimetto gli occhiali: la piscina ora e' percorsa da onde, grandi abbastanza per cavalcarle. Surfisti gaudenti le incidono in lungo e in largo, aspettano quella giusta, si sfidano chiamandosi.
Mi procuro una tavola anch'io, e mi sorprendo a saperla usare, per la prima volta in vita mia, senza troppe difficolta'. Allora mi butto in mezzo, e me la spasso assai, facendo zigzag salti mortali e piroette, esibendomi, sorridendo a sconosciuti, sfottendo i boriosi. Mi invento un percorso, ma seguo anche vento e correnti. Il tempo passa veloce,
dimentico di essere in piscina, anzi ecco la' una linea blu piu' scura, e dall'altra parte sabbia bianca e palme. Mi sento in gran forma, abile e sportivo, sapete la pubblicita' di ? ecco, molto meglio. Ci saranno cose saporite e abbronzate sulla spiaggia, decido di fermarmi e
atterro.
Peccato. Niente. Solo le pareti del locale piscina, trasparenti si', e ben chiare nella loro funzione. I surfisti e le onde ci sono ancora, ma adesso diventati stranamente piccoli, come animaletti in un acquario luminoso...
Suona la sveglia maledetta. Mentre brancolo per zittirla, vedo un foglio per terra, una stampata con in cima il banner della Yahoo: un surfista in azione.





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04/09/2003

aioi. La rete e' grande, sempre sia lodata, e il mondo sembra davvero piccolo, comunque lo diventa sempre piu' mentre si cresce, ancora piu' piccino a causa della rete: coi suoi nodi lo circonda tutto e lo stringe, lo costringe stretto a stare la' dov'e', mentre lo spinge, e anche se qualcosa o qualcuno cambia o si sposta lo ritrovi subito, nulla e nessuno sfugge al link-age, nemmeno la memoria puo' sfilacciarsi, defilarsi. Non si scappa. E tutto scorre, trascorre, ricorre e prima o poi torna, si trasforma e si riforma com'era, come prima, o quasi, anche il ricordo. Le persone che hai visto e seppellito, i gusti dimenticati, le rivedi, le riascolti, li riassapori, ecco guarda per esempio ieri, hai riannusato l'odore della pioggia, un diluvio di acqua che mancava da mesi, che e' tornata, ha spazzato l'aria, ha lavato spolverato lucidato e profumato fuori e dentro compresi gli infissi, alla fine di quest'estate sfinita in cui tutti tornano e ricomincia fresca la vita.

Se in rete m'impiglio in siena, toscana, ap, gruppi musicali anni 70/80, spagna, fine estate => ecco san gimignano, e prima il circeo, tre mesi e mezzo in rosticceria, vent'anni fa, andrea piazza, arpa e fotografia tra le pizze, siglinda, tullia, tullia cabreras, i suppli', i polli da preparare, gli scarafaggi, le mozzarelle fresche a morsi per colazione, il mare di notte a levarsi il sudore. Questo, molto, molto tempo, tempo ora raggrinzito in qualche frammento di immagini e gesti, chissa' quanto rielaborati, prima che la rete faccia girare di nuovo la roulette: germania, california, sorella => cris, viaggio di nozze, figli, altre schegge di passato a riemergere e sovrapporsi.

Ci sara' tempo per raccontare? per ricordare bene ci vuole tempo, almeno quello necessario ad impastare i tasti, a far lievitare righe. Il tempo si' che sfugge, si perde, solo quello riesce a scappare veloce, imprendibile, quello non lo fermi. lo puoi solo inseguire, e rievocare

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02/09/2003

Ieri - primo lunedi' di settembre -, ma ancora oggi, c'e' nell'aria come una sensazione di primo giorno dell'anno. Il caldo torrido e' finito, riemergono facce sorridenti, tra il rilassato e il pimpante, distese, stirate. Appena un po' tese, a ben guardare, ma si capisce: stanno finendo le ferie, tra poco riaprono le scuole. Trovi per strada e negli uffici vestimenta casual, battute spiritose, una certa buona disposizione verso l'altro, specie se in alto, uno sguardo tollerante verso il povero cristo. C'e' in giro questa complicita' da vacanze finite contemporaneamente, da sazieta' condivisa: ecco che ci risiamo, di nuovo tutti nella stessa barca, orsu' che si torna a remare. Progetti, buone intenzioni, rilanci, innovazioni possono spuntare qua e la', frullare in capo per un po'. Gli americani, al posto del Primo Maggio, festeggiano il Labour Day il primo lunedi' di settembre, non a caso, con una bella bisboccia, presidente in testa, per ricominciare a produrre tutti insieme allegramente. Tranne forse quelli che si sono trovati una lettera di licenziamento, tornando dalle vacanze. La' non c'e' obbligo di preavviso o altre rotture di palle sindacali. Da noi per fortuna queste brutte sorprese sono piu' rare. Qui la prima settimana di settembre e' senza scosse, e' stiracchiarsi, riaprire le finestre, le giunture sbuffando, e' un brontolio rassicurante, e' il graduale ritorno al buon vecchio trantran. Qualche giorno, la bonaccia frizzante di capodanno durera'. Godetevela.

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02/09/2003

- mezzo sec°L° -

compiono 50 anni nel 2003

Nanni Moretti & Zico & Tony Blair & Mike Oldfield

Molecola Dna & Eni

Playboy & Concorso Miss Muretto Di Genova

Stazione Di Cerreto in Lunigiana & Ultima Volta in A Del Legnano Calcio

Accademia Della Cucina & Associazione Nazionale Statistici & Mi Fermo A Pagina Nove Di Google

- AUGURI ! a tutti eccetto uno -

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01/09/2003

Dalle sei di mattina, viaggio con valentina. In macchina, in treno, in autobus meno. Tra colli di roma e bestie da soma, nel lazio in penombra, col sole per l'umbria, da un mare di dubbi agli odori di gubbio, dal sasso di orte per l'etrusche porte passiamo contenti. Ci portano i venti. E quello? e' un fuscello, lo piglio, e' un fratello, e' un figlio, un ramo leggero, un vino sincero, se ride e' un alessio, se piange e' un cipresso, e' lo stesso, ci piace l'espresso, odiamo il represso - se ci viene addosso il muso di un orso ci prende un collasso.

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01/09/2003

E' iniziata la serie A. Gliene frega assai a loro, della rivolta dei club di B.

Le "grandi" squadre di A hanno altri interessi, altri budget, altri obiettivi. Puntano alla SuperLiga, al Campionato Europeo delle "grandi". Con tutto quel che significa in soldi dagli sponsors e dai diritti tv. Nulla di nuovo, ma non lo dicono chiaro. Per i grassi padroni del calcio le squadre minori di A, e la B tutta, e quelli che ancora pensano che è di calcio che si sta parlando, sono d'impaccio.

E allora? Allora, quest'anno più che mai, un saluto augurale: vadano a farsi fottere, le grandi grosse grasse squadre, le squadracce foraggiate dagli arricchiti di turno. Vadano in malora, insieme ai Galeazzi, ai Tosatti, ai Piccinini, ai Pizzuli, ai Biscardi, ai Cucci, al resto dei loro servitori panzoni. Che perdano: in peso, in borsa, in auditel, in campo.

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