
- e allora mettiti comodo, facciagialla -.
jesty mcduff, archie catrix e long jin si voltano di scatto verso la voce, lasciando a mezz’aria strofinaccio, forchetta e due pistole.
- molla l’artiglieria, cinesinho. fai solo guai, quando ti prude la manina -.
la voce viene dal punto più buio della stamberga, dal tavolino incastrato nell’angolo tra ripostiglio e porta del cesso. dove sei sempre sicuro di trovare il ceffo più ceffo del conestoga, e nessun altro. secondo un vecchio tacito accordo tra strane abitudini del ceffo e senso del decoro del barista. dietro una coltre di fumo, appare una mano nodosa che giocherella col mozzicone di sigaro più ingolfato del new mexico, a giudicare dalla puzza che sta facendo appena riacceso. la mano gira una pagina di giornale. poi posa il sigaro, perché il ceffo saluta sempre togliendosi il cappello, e perché fa tutto quella mano, in mancanza dell’altra. la mano riprende il mozzicone dal posacenere, lo porta alle labbra. mcduff si decide a fare gli onori di casa.
- questo è smonkey, ragazzi. guarda caso, conosceva anche lui graminsky -.
- risparmiati i biglietti da visita, amico. e portaci una bottiglia del tuo dannato petrolio. guarda guarda, il mondo è piccolo, smonk. per tutti i diavoli! -.
archie catrix e long jin vanno a sedersi al tavolo del ceffo. è dalla fuga dalla trans-goodja&deewar bank, nella rapina più clamorosa del secolo, che non si vedono. ed è per lo stesso motivo, più che per caso, che si rivedono.
- troppo piccolo. un maledetto gallinaio, piccolo e pieno di polli. ecco perché il pappagallo era così in forma, quando andai a trovarlo: era passato prima il cinese, a rimpinzarlo di confetti. ma bravo, bravo -.
il nano cinese si gratta i sarcasmi di smonkey dal mento, come a dire ok è andata così, pace.
- e tu hai trovato mcduff prima di noi a quanto pare, smonk -, rilancia con un sorrisetto. l'uomo con la cicatrice sta per chiosare: - sarebbe stato meglio il contra… -, ma il nano cinese non ha finito. guardando fisso il naso adunco di fronte, continua a dire serio, lento:
- certo, sarebbe stato meglio che il nostro genio non si fosse fatto fregare il malloppo da graminsky -.
stavolta archie catrix riesce a concludere:
- e già. invece di giocarselo tutto per una donna, prima di dividerlo tra noi. eh, poeta? -.
il monco sente il suo whiskey deviare trapanando su una vecchia profonda ferita, una che brucia ancora, brucia sempre. le due fetenti colonne di fumo che escono lunghe dalle narici diventano quasi nere. rapido scambio di sguardi elettrici e rancori. mcduff sente aria di temporale, e ha già un sacco di debiti da pagare per quel locale. allora è lui a farla scoccare, la scintilla.
- un momento ragazzi. ora ricordo. il pappagallo era di una chicana di sacrifice town, una certa janina, prima che glielo comprasse graminsky -.
esplosione.
JANINA !?!
i tre si guardano in quel nome, in una sola voce, un solo ricordo negli occhi, dolce, una sola cosa da fare nei successivi cinque minuti. cercarla. trovarla. la cocca. la filastrocca.

(soundtrack: remixed echoes from 1. pat garrett & billy the kid; 2. paris, texas; 3. caravanserai; 4. caravanpetrol; 5/12. mariachi cobre. frullare e servire.)
v. puntata precedente: sabato 11 ottobre 2003, by D&C