quando il cagliari vinse il campionato 1969-70, l'uomo aveva appena acchiappato la luna, il sole era piu' vicino e caldo e tutto ci sembrava possibile. ottimisti e coraggiosi, eravamo una superpotenza riconosciuta, padroni del mondo condominiale. decidevamo noi quando e cosa dovessero trasmettere i citofoni, sgonfiavamo le gomme e i palloni dei nemici con equita' e giustizia, andavamo a scuola a piedi da soli, e lungo quei milletrecento metri potevamo prenderci la solita pizza bianca dal panettiere, ma siccome la fortuna aiuta gli audaci quella rossa calda non era ancora finita e quella ci compravamo.
tutto era chiaro. gli unici dubbi riguardavano le priorita' da assegnare in agenda. girare il mondo in ferrari o in porsche? prima verso ovest, o verso est? scalare l'everest, senza aver esplorato la fossa delle marianne? a proposito: conquistare prima le rosse, le bionde o le more? spendere i soldi in pizza, in figurine o in diabolik? in quel periodo aureo il futuro non ci preoccupava, non era una cosa seria, e comunque non era affar nostro. semplicemente non ci pensavamo, assorbiti nella gestione del presente. eppure, per chissa' quale moto involontario del subconscio, fu proprio allora che elaborammo infallibili piani d’emergenza nella subdirectory
fare soldi, tanti facili e subito.
ne riportiamo alcuni di seguito - perche' gli anni passano e ora siamo meno egoisti di allora.
^ copertura fughe. fabrizio vuole la liberta', vada dove vuole, all’ora stabilita noi telefoniamo ai genitori di fabrizio dicendo che sta a casa nostra, in quel momento non possiamo passarlo perche' sta facendo la cacca puzzolente in bagno, poi si stacca il telefono. fabrizio paga in anticipo.
^ ruota. bicitaxi per compagni di scuola ricchi e pigri, utilizzando una carrozzella-sidecar di nostro brevetto.
^ ruota della fortuna. continuare a giocare le quattro colonne totocalcio fisse che il signor lucio giocava ogni settimana, sempre le stesse, prima di andarsene senza aver mai fatto tredici ne' dodici. il signor lucio era molto simpatico e aveva sempre ragione, prima o poi.
^ ambulante treno. girare tra i vagoni con un carrellino/bazaar pieno di tutteccose, ma lasciando in evidenza: fumetti, frutta secca, santini fregati in chiesa, saponette e shampoo formato mignon fregati negli alberghi.
^ ambulante stadio. vendere all’uscita della curva sud (nord) bandiere sciarpe fazzoletti calzini e ombrelli coi colori della squadra vincente, se e' quella di casa. se e' l'altra, bibite e gelati a prezzo politico.
^ posto fisso. al capolinea di un bus che sara' strapieno gia' alla terza fermata, occupare un posto a sedere invidiabile e liberarlo oculatamente. “prego signora, vuole sedersi?”. “grazie figliolo, molto gentile”. “cento lire, grazie a lei signora”.
^ congrua mancia. offrire ghirlande di fiori d'oleandro e margherite, fatte a mano gratis dalla sorella, ai turisti americani che escono dall’aeroporto di fiumicino. porgere il palmo aperto con un sorrisone minaccioso.
^ porta a porta. scrivere, pubblicare e distribuire in proprio un libro dal titolo Il piccolo fiammiferaio, testo a piacere ma da piangere.
^ ricatto. una miniera: peccati e distrazioni di fratelli, sorelle, genitori, nonni, e via accelerando a macchia d’olio.
^ riscatto. hai visto il mio orologio cosi' e cosi'? - era tuo? si', l’ho trovato per terra, l’ho venduto a un amico -. quanto t'ha dato? - eccetera
hai visto angelina?, hai visto i miei occhiali? - dipende, eccetera