26/09/2004

Libri, libri. libri come massaggi rigeneranti: il GGG.
L'ho letto solo adesso, alla mia tenera età, grazie al pusher della nana, la biblioteca dei ragazzi. Una lettura indispensabile per chi voglia capire il fenomeno delle bollicine al contrario. La visita del GGG a Buckingham Palace mi sganasciò come non capitava da lustri. Stavo sul solito treno e c'era la signorotta di turno seduta davanti, vedendo che mi coprivo la faccia tra singulti e lacrime avrà speso una preghiera per me. Tra l'altro, in questo libro delizioso si può cogliere qualche vago presagio delle attuali prepotenze (diciamo così) in Iraq, anzi più che vago dato che c'è pure la telefonata a Baghdad, e il relativo happy end. Chissà. Sì confesso, l'ho scoperto tardissimo Roald Dahl, con l'aggravante di averlo per anni annusato consigliato venduto in libreria... ora dovrò sbrigarmi a finire l'opera omnia, che comprende storie per bambini e racconti erotici per adulti. Questi me li tengo per ultimi - adesso è un po' presto, non li capirei.


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24/09/2004


[Alsa - 18.29] Le due Simone si liberano. Coltelli e corde alla mano, prendono in ostaggio Abu Musab al-Zarqawi. Diffondono l'ultimatum: se Frattini non smette di dire cazzate sul nostro rapimento entro 48 ore, lasceremo libero al-Zarqawi. Iniziano le trattative. Nel frattempo, a Londra la madre [86] di Ken Bigley depone corone di fiori sulla soglia del portone di Tony Blair, 10 Downing Street. Il fratello di Ken, Paul, prenota un volo per Washington, un giaccone extralarge e un paio di scarponi col doppiofondo nel tacco. Probabile che ne riparleremo. Del fatto la CIA informa Donald Rumsfeld, in vacanza a Roma, mentre assiste ad uno spettacolo teatrale in compagnia di Richard Cheney, Paul Wolfowitz e dell'interprete signora Moratti. Rumsfeld finisce di guardare lo spettacolo, poi in una conferenza stampa dichiara che l'Iliade di Baricco gli e' piaciuta molto. Si mettera' in contatto telefonico con Mr. Omero, per congratularsi e per i diritti. L'orrore e il fascino della guerra di Troia sono una necessita' e la bellezza maschia del mondo, spiega ispirato, da che mondo e' mondo. E oggi gli Dei sono dalla nostra parte, improvvisa sul testo della banconota da un dollaro che tiene tra le mani. Mr. Baricco viene invitato per un'audizione privata alla Casa Bianca. Ok gente in alto i culi, armiamoci e partite, la press e' finita, conclude ecumenico Rumsfeld, citando il papa, i capi degli eserciti e i sacerdoti di ogni tempo e civilta'.

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22/09/2004

musica per vecchi animali

ecco che Gero-lamo Sirchia [71 anni] completa la trilogia dei SugGerimenti Per La Vecchiaia Felice. Dopo le gite estive ai supermercati e i rave-party nelle caserme dei pompieri, e' arrivata la sua terapia per l'autunno-inverno del pensionato intelligente: alzare il culo dalla poltrona e spegnere la tivvu'. Sul tema, oggi una gustosa Amaca di Michele Serra, ma soprattutto, sempre su Repubblica, Claudio Abbado [71 anni] torna a chiedersi perche' in Italia Arte-Tv sia tuttora un'emittente semisconosciuta. Si risponde cosi': stiamo vivendo in tempo di censura televisiva. E spiega bene in due parole di che tipo sia questa censura - non solo televisiva.
Ancora su Repubblica, ieri martedi', mentre Saramago [82] e BB [70] davano una vigorosa lezione di rispetto per gli esseri in via d'estinzione - dinosauri foche eccetera -, in un trafiletto veniva data notizia dell'assegnazione del premio santa marinella a Rita Levi Montalcini [95]. Anche se non sono tutti comunisti, bisogna ammettere che sti vecchiacci mica si rassegnano facilmente, caro Eugenio [80]...


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20/09/2004

contorno

garniture del secondo giorno.

treno "la feccia del tirreno", diretto verso la capitale. sabato, ore 19.10.
allora, vediamo se il programma ti sconfinfera. fino a termini, potrai continuare a flirtare con la pisana (no.) grossetana (no.) con la gentile topa che hai trovato al tuo fianco. e potrai nel frattempo umiliare il suo compagno, subito rassegnatosi a costruire aeroplanini e barchette di carta secondo i tuoi ordini. arrivati, ti trascinero' via dal casino della stazione perche', seppur fascinoso assai, non sara' uno degli spettacoli previsti nella nostra notte bianca. ci infileremo nel 40 x-press e ce ne andremo verso piazza argentina, obiettivo lo stand lego davanti alla biblioteca dei ragazzi, la' vicino. tanto per cominciare. distruggendo tutte le sculture in mattoncini circostanti realizzerai una tua all-horizontal-installeschoen, di quelle generose e sconfinate come sai fare quando ti ci impegni si. scapperemo per la modestia, prima che qualcuno ci riprenda in fotografia o con altri mezzi. direzione villa borghese, cinemino dei piccoli, dove ogni mezzora daranno un cortomerdaggio, qui nel deplianto c'e' scritto "l'uomo che piantava alberi", il racconto di sgian sgiono' mi piacque un bel po'. ma se a te non garbera' lo pianteremo la' a meta'. a due passi da li', mangerem due suppli' ma di quelli ben fritti. gelato da giolitti, al panteon quattro paste mignon non ce le leva nessuno. intanto avremo rimorchiato qualcuno, a quel punto improvviseremo il programma aspettando il termine della notte, un po' di mosica mi piacerebbe. oppure no e ce ne torneremo a casa con l'ultimo treno, stanchi morti ma felici e contenti piu' meglio ancora. occhei? occhei.


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17/09/2004

secondo giorno

si' maestro. mi fido, io
ti credo.
ti pagano se insegni a me a stare al mondo a procurarmi il pane e il compagnatico, e tu coi soldi che ti pagano ci mangi.
con te saro' attento, tutto occhi e orecchi, da parte mia cerchero' di farti contento, di farti lavorare in pace. seguiro' la tua voce, le tue mani. e tu non mi tratterai male, mi darai bei voti e complimenti ai miei genitori. da grande mi piacerebbe fare il maestro, anch'io. non so gli altri. il bambino che sta a fianco a me non capisce, quello piange in silenzio da due giorni.
ho visto che lui non sa usare la penna e neanche leggere, e non parla bene, ma non vuole stare fermo seduto e zitto a imparare. signora maestro, penso che cosi' non imparera' niente. non capisco perche' piange tanto. per fortuna che non parla, quasi. e quando parla non lo capisco, mi sa che e' straniero o stupido. forse tutt'e due.
senti maestro, detto fra noi l'ora della merenda speriamo che arriva presto.

 






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16/09/2004

primo giorno di scuola

ora fermo e zitto, e impara. il mondo è così: duro.
qui imparerai a starci dentro, a vivere. che vuol dire, anzitutto, imparare a procurarsi il massimo del cibo, e del resto, con le unghie e coi denti.
la mano fa e disfa, cerca, e la bocca trova, mastica e inghiotte: mangi grazie a loro. con le mani scrivi, dipingi, componi, e la tua bocca parla, ride/piange, canta.
certo, potresti anche vivere senza mani, senza bocca, ingerire con un tubo collegato allo stomaco, disegnare coi piedi o con la testa, ma sarebbe molto più difficile. e comunque ci riusciresti solo grazie a qualcun altro che ha mani per (aiutarti a) fare e bocca per (aiutarti a) parlare. vivresti lo stesso, ma saresti molto più dipendente dagli altri, e degli altri.
prendiamo le parole, per esempio.
le parole che scrivi con la mano, come faresti a mugugnartele dentro, a lavorarle tra i denti, senza la bocca? chissà come ti uscirebbero sulla carta, senza quel filtro tra cervello e dita.
e una bocca senza mani? avrebbe denti sporchi, l'alito acido: i suoi discorsi, anche i meno idioti, sarebbero intollerabili.
forse per questo gli oratori nell'arringare gli altri cercano sempre un pulpito, un palcoscenico, un piedistallo da cui diffondere i vapori. qualunque cazzata acquista maggiore credibilità, oltre che con l'altitudine e l'amplificazione, con la sterilizzazione della fonte: odori molesti e sputazzi distraggono il pubblico, anziché attirarlo.
tu - senza offesa - sei il pubblico ignorante, cui io devo insegnare a vivere, a procurarsi da mangiare: per ora, prima di tutto, devi avere occhi e orecchie da rivolgere a me. io maestro ho le mani e la bocca: infatti vedi, ho preso questa cattedra. ascolta, siamo fatti l'uno per l'altro, te lo dico io. credimi.

 











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13/09/2004
ricevo e volentieri rilancio
 
Archivio dei diari di Pieve Santo Stefano
13 settembre 2004 - n. 34
 
Per tutti quelli che non erano ieri a Pieve ad assistere alla manifestazione finale del ventesimo Premio Pieve - Banca Toscana, ma anche per tutti quelli che c'erano e vogliono replicare le emozioni di un'edizione molto speciale, ricordo che Radiotre trasmetterà l'evento stasera alle 20.30. La premiazione è stata condotta da Guido Barbieri e Lisa Ginzburg, con interventi di Saverio Tutino, Davide Riondino e Oliviero Beha. Ad accompagnare i racconti dei dieci finalisti del premio, gli interventi musicali di Alessandro Bonanno e Gianni Oddi.
 
buon ascolto
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12/09/2004
gregchen?
- .
rosita?
-- .
su, andiamo. si riparte.
è il 12. uno-due. al tre, alzarsi e via.
ieri non è successo niente. l’undici settembre è passato, nessun golpe stavolta, niente stragi strane.
un giorno come un altro, i soliti morti. i soliti vivi. anzi, un po’ più grassi. sono sceso già stamattina, ne ho visti una trentina fra la strada e il bar. tutti abbronzati e di taglia robusta. secchi, nemmeno uno. neanche i bambini, le bambine: grasse pure loro. tutti abbronzati e robusti, ben gonfi, belli pienotti, al centro e in testa. come materassini pronti a galleggiare. basta con le chiacchiere, giù dall’amaca. si ricomincia. uno, due... tre. via.

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03/09/2004
un bel numero
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01/09/2004

l'umbria un po' la conosco. l'odore del sugo di lepre, gli ottantenni ancora lucidi e tosti, la torta al testo sciapa riempita con salsiccia e spinace o formaggio e vino, lo sguardo sullo spicchio di orizzonte sempre tra due/tre colline, sempre chiuso. il tramonto che arriva prima, e sale la voglia di scappare verso le grandi pianure, giu' di corsa al mare, di allungare la prospettiva, la vita oltre il recinto dei vicini, dei proverbi, delle occhiate delle vecchie, dei monti sibillini. la voglia di sfondare, nelle capitali, verso il pane col sale, e il companatico sconosciuto. di capire, cose e persone nuove, di sorprendersi, la voglia di fare e di essere, altrove.

 

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01/09/2004

parole

 

Silvia è una splendida donna sulla qua­rantina con un volto interessante ed un grande sorriso che un giorno di que­sta estate su una spiaggia del litorale romano parlando di oli solari, diete, e parei è entrata nella mia vita. La sua è un’esistenza complicata, da sei anni

circa suo figlio minore Nicolò a segui­to di una patologia genetica molto gra­ve, ha subito una "rianimazione trau­matica" dopo un episodio imprevisto e gravissimo che gli ha comportato una quotidianità legata ad una macchi­na per respirare, ad una macchina per

mangiare e ad un catetere per far pipì. Nicolò non parla, non si muove e non chiude neanche completamente le palpebre quando dorme, ma ogni gior­no combatte per poter vivere anche il domani. Silvia con Paolo, il marito, so­no in guerra alla conquista di ore di assistenza, di diritti sanitari e per il ri­spetto delle regole sociali che diano pari opportunità a tutti. Hanno anche costituito un comitato (Comitato Auro­ra) che sulla base dei principi di solida­rietà, permette di sostenere la battaglia per l'eliminazione delle barriere culturali e di raccogliere fondi lì dove l'amministrazione pubblica è carente per rispondere ai bisogni delle perso­ne con disabilità. Silvia fa soprattutto la mamma, ma è pronta ad ascoltare un po' tutti: dall'adolescente in crisi con il fidanzato, alla proprietaria dello stabilimento balneare troppo stanca forse di "guadagnare troppo”. Lei spesso mi dice chiacchierando sotto l'ombrellone “Io sono cattiva”, ma non è assolutamente vero! Conosce la disperazione ma non il rancore. Pur essendo magrissima si appaga con un gelato o con una buona matriciana (in questo momento negata a Paolo per­ché a dieta), ma tutto le brucia sotto i piedi la sua mente è sempre con Nico­lò e la stanza della loro casa che è divenuto il loro microcosmo. A Roma risiede nel secondo municipio dove molte persone le girano attorno per aiutarla, molti infermieri/e alcuni li ama altri non li tollera ma per il suo bimbo tutto si può fare e tra un attacco di gastrite e l'altro va avanti. Da circa due settimane un medico rianimatore le ha detto che suo figlio forse può farcela, in base alle ultime analisi, a respirare da solo senza l'aiuto dell'apparecchio”, forse sono solo parole ma io non voglio non tentare di starle accanto per questo desidero fare un appello a tutti i pneumologi, affinché lavorando in concertazione provino a vedere se è possibile regalare questa chance a Nicolò. Fatevi sentire se da­te un senso alla vostra professione, che sia lontana solo dal denaro! Io sono certa che risponderete in tanti.

" Un appello per Nicolo' " -di Ileana Argentin - L’Unita’/Roma 1.9.04 – roma@unita.it

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