Tramonto a bordo del "Galgata"
L'ultima onda di luce insegue le altre parallele, curve su se stesse. Le lancette remano via lenti secondi, accompagnate da folate di vento fresco. Il sole arretra nell'angolo, s'infiamma e scurisce, bruciato, esausto. Ancora si difende, ma tra poco cedera', soccombera' sotto i pesantissimi colpi del cielo: perdera' per k.o. al decimo secondo dell'ultimo round, come ogni giorno,, contro il piu' grande peso massimo di tutti i tempi. Pero' tornera' sul ring, e noi tiferemo sempre per lui. Si sta bene qua sul ponte, mentre i porti accendono fari tra Gubbio e Perugia.
Per chi non si accontenta delle mezze porzioni a mezza pensione Rai, per chi voglia avere tutte le partite dei Mondiali senza sottomettersi ai ricatti Sky, per chi non sopporta il blabla degli indegni eredi di Pizzul, Martellini e Carosio, per chi sopporta ancor meno il ketchup sgrammaticato dei D'Amico e la maionese saccente dei Mazzola, per chi odia gli spot pubblicitari prima della rimessa dal fondo o mentre il falciato di turno esala l'ultimo respiro, per chi desideri iniziare ad imparare una lingua terrificante divertendosi, e per chi und que altro ed eventuale c'è una semplice soluzione:
puntare la parabola sul satellite Astra e sintonizzarsi su quelle due-tre tv generaliste tedesche che stanno trasmettendo in diretta tutte le partite, dicesi tutte e aggratis, senza pubblicità, senza D'Amico, senza Mazzocchi.
Non tutti sono esperti nel fronteggiare tetti e decoder, ricordiamo quindi in breve sintesi come procedere tecnicamente nel modo più rapido e ficace.
a. Fidanzarsi con un soggetto di nazionalità tedesca.
b. Metter su casa e famiglia.
c. Trasferire tutto il pacco presso il vostro luogo di residenza italiota.
d. Carte meteorologiche e geopolitiche alla mano, dimostrare al partner l'assoluta inopportunità di giri del mondo in sidecar o in caicco nel periodo compreso tra il 9 giugno e il 9 luglio.
e. Concedere con magno animo al partner la facoltà di scelta del satellite da puntare con la parabola televisiva.
f. Puntare.
g. Sparare.
Sul suo tavolo c'erano pratiche che da settimane, mesi aspettavano di essere evase. Ma l'unico ad evadere in quel momento era lui, che aveva preso il largo oltre le colonne d'Ercole, nel mare magnum di Internet. In quel momento, senza bussare, entrò nella stanza una signora in vestaglia, che disse così:
Mi chiamo Antonietta P.; dal 2002 attendo l'assegnazione di una casa popolare dato che sono disoccupata e senza fissa dimora. Nel 2002 o partecipato alla graduatoria, ma, a tutto oggi non ho avuto nessuna comunicazione. Sono disperata e mi rivolgo a Lei per avere un piccolo alloggio. Cordiali saluti.
I due telefoni del suo ufficio reclamavano in continuazione delle risposte, ma l'unico a riceverne in quel momento era lui, attraverso un suo molto ben curato weblog. La porta si spalancò ed entrò un signore, in completo marron e cravatta rosa, che gli rivolse queste parole:
Io Mohammed A. nato in Bangladesh nel 1950 sono residente da 17 anni in questa città, dove svolgo una regolare attività lavorativa presso un'impresa di pulizie. Purtroppo il proprietario dell'immobile in cui vivevo, pur avendo sempre ricevuto in pagamento i canoni locativi con la massima regolarità e precisione, ha proceduto per la convalida di sfratto per cessata locazione. A nulla è valsa l'opposizione allo sfratto così che, recentemente, ho ricevuto l'intimazione di liberare l'immobile occupato da me e dalla mia propria famiglia composta da 9 membri tra cui 4 minorenni, uno dei quali di 8 mesi di età. Allo stato lo sfratto è esecutivo e l'ufficiale giudiziario è già venuto più volte ad intimare il rilascio dell'immobile, cosa che comporta un notevole aumento dei problemi che quotidianamente sono da affrontare. Nel 2000, ho fatto richiesta per l'assegnazione di un alloggio popolare. A tutt'oggi, però, non ho avuto notizie dal vostro Ufficio. Considerata la precarietà dello stato abitativo, ed al fine di evitare di doversi trovare sulla strada, mi rivolgo a Lei perché mi venga assegnato un'abitazione dove poter con tranquillità alloggiare la mia famiglia. Confidando nella sua comprensione, rinnovo la richiesta di assegnazione di un alloggio che come detto al momento riveste una priorità assoluta.
Beveva almeno cinque caffè al giorno, di cui quattro con una sola dose di zucchero alla macchinetta nel corridoio dell'ufficio e uno macchiato caldo senza zucchero al bar, quello più chic del quartiere. Era giunto il momento di prendere il caffè al bar, ed uscì in esecuzione formale di quanto previsto. Quando rientrò in ufficio, trovò ad aspettarlo una signora dall'aspetto trascurato e perciò trascurabile, che si espresse nei seguenti termini:
Sono Maria Ho 52 Anni un Figlio di 13 Anni in questa casa dove adesso siamo; siamo rimasti soli il Papà di mio figlio è più di un'anno se nè andato con un' altra. Devo pagare 700 Euro di affitto più luce gas. il telefono non cè l'abbiamo. Possiedo un cellulare che mi Hanno regalato, col mio Poco lavoro che Faccio non riesco a fare Fronte a tutte le spese. il motivo è che in Salute non stò molto Bene se vuoi ti Faccio vedere tutti i miei Referti medici; devo tirare avanti mio figlio, cè la Scuola i libri vestirlo ecc ecc. Da tanti anni ò fatto Domanda per una casa almeno da pagare un pò meno è nessuna risposta sono iscritta all'ufficio di collocamento da tanti anni sperando sempre di trovare un posto di lavoro più sicuro e anchè meno Faticoso sempre per ragioni di salute sono iscritta all'ufficio Ivalidi Civili mà Purtroppo il Punteggio non arriva per poter avere almeno un pò Prima la Pensione: gente Dove Faccio dei lavori ò chiesto qualche aiuto ti rispondono vedo o Domanderò ti Faccio sapere e poi alla Fine nessuno Fà niente. Ti prego Dammi una mano tu grazie di cuore. Cordiali saluti.
In un momento in cui uno dei due telefoni era rimasto silenzioso, staccò la cornetta e fece il numero di una moretta dagli occhi azzurri, numero che il giorno prima aveva ottenuto con una certa faccia tosta ma senza faticare troppo, ad onor del vero. In quel mentre, si introdusse nella stanza un signore decisamente spettinato. Ecco cosa esclamò:
Sono Fabio P. nato nel 1947 sono sfrattato esequtivo. La prego di una sistemazione per la mia famiglia. Io lavoro e non riesco a pagare l'affitto di 850 euro. Più condominio. Io prendo 900 euro al mese pagando luce e gas. E cose varie. La prego di interessarsi di questo mio problema. Siccome nessuno aiuto e non nessuno appoggio per andare a vivere non riesco trovare uno alloggio. La prego di potermi aiutare per la mia famiglia e per mia figlia che studia. Siamo stressati e sconvolti per questo sfratto. La prego di aiutarmi.
Terminata la telefonata, l'apparecchio ricominciò a duettare con l'altro telefono. Si rituffò in Internet, stavolta per vedere le ultime notizie nonché i programmi sportivi tv sull'home page del più importante e aggiornato quotidiano online, quando si presentò al suo cospetto un tipo dall'aspetto francamente sconcertante, che interloquì in tal guisa:
Caro Signore Io Sono Un Handicappato Innvalido Ed Sono Un Ritardato Mentale, Ed Io Vivo Con Mia Madre Ricoverata In Ospedale Ed Io Le Dico Questo, Perché In Data 27-6- Del 2001, Io Ho Fatto La Domanda Per Poter Avere Una Casa Popolare Ed Io Ho Fatto La Domanda Al Suo Ufficio In Via Eccetera N.5, Ed Il Numero Di Protocollo Della Mia Domanda È Eccetera, Ed Io Credo Che Lei Deve Intervenire Presso Il Suo Ufficio In Via Eccetera N.5 Ed Mi Possa Far Concedere Una Casa Popolare Purtroppo Caro Signore Io Vivo Con Una Modesta Pensione Di Invalido Civile Di 650 Euro Al Mese Ed Io Ne Pago 600 Al Mese Di Affitto Di Cui Ed Io Debbo Pagarmi La Luce Il Gas, Il Telefono, E Della Mia Pensione Di Invalidità Civile Che Io Prendo Non Mi Rimane Nulla, Purtroppo Signore Io Sono Povero Ed Sono Un Handicappato Invalido, Ed Ed Sono Ritardato Mentale, Ed Sono Sempre Ricoverato All'ospedale Psichiatrico Di Colle Eccetera, Ed Spero Caro Signore Nel Suo Intervento Presso Il Suo Ufficio In Via Eccetera N.5, Ed Mi Possa Poter Pur Concedere Una Casa Popolare, Ed Io Sono Anche Epilettico, Ed Sperando In Unasua Felice Ed Quanto Breve Risposta, Distinti Saluti Cordiali, Bruno.
A quel punto si rimboccò le maniche, accigliato: doveva esaminare la situazione relativa al proprio piano ferie, al bilancio provvisorio ritardi/recuperi, ai permessi retribuiti e a quelli non retribuiti, agli straordinari e ai buoni pasto ancora conquistabili. A mala pena, riuscì nel frangente ad intuire quanto asseriva in sua presenza una signora distinta e finalmente educata:
Signore, mi scusi per il disturbo con tutto quello che lei a da fare. Spero lei possa trovare cinque minuti per ascoltarmi. Ho quattro figli e viviamo tutti da mia madre, c'è anche mia sorela. Le faccio presente che mia madre è invalida al cento per cento e mia sorella è schizzofrenica. Io lavoro nella stazione Roma-Viterbo, per la Ditta Eccetera. Anche mia figlia lavora nella stessa ditta dove lavoro io, mia figlia è ragazza madre di una bimba di un anno. Il problema è che mia figlia ha occupato l'appartamento di fronte dove abbito io i miei figli mia madre e mia sorella. L'assegnatario dell'appartamento è morto, ma ha un figlio. Il figlio d'accordo con una vicina di casa la voleva vendere alla cognata di questa vicina, quando mia figlia lo ha saputo la occupata, noi abbitiamo in un appartamento di una stanza da letto, una camera da pranzo cucina e bagno. Mia figlia lo sà che non è una bella cosa occupare ma lo ha fatto perché siamo tanti in questo appartamento. Anche l'altro appartamento è formato dalle stesse stanze. Mia figlia un giorno incontrò il figlio del vecchio intestatario dell'appartamento occupato dicendoli che gle la faceva pagare amaramente perché l'aveva occupato. Il figlio dell'intestatario e andato al suo ufficio e ha consegnato le chiavi dicendo che casa era vuota. Il suo ufficio manda a verificare l'appartamento trovandolo occupato. Manda un foglio di sgombro citandola ad uscire entro quindici giorni. Sono andata al suo ufficio per parlare con qualcuno. Abbiamo parlato con un impiegata abbiamo spiegato la situazione e lei ci ha risposto che non poteva far niente e casa c'è la dovranno levare. Io e mia figlia ci siamo andate un altra volta e abbiamo parlato con un dirigente. Ci ha domandato se abbiamo qualche documento per far modo di poter lasciarci casa. Noi abbiamo detto che abbiamo solo i documenti di mia madre e di mia sorella. Ho spiegato che quando ero venuta ad abbitare con mia madre, alla morte di mio fratello nove anni fa, feci l'allargamento tramite una assistente sociale. Mi lasciò un ciotolino che ora io ho perso. Ora l'assistente sociale non c'è più e neanche la mia documentazione. E neanche io sono stata tanto appresso. Ma dopo la malattia di mio figlio sono andata a richiede la documentazione e non c'era niente, mio figlio soffre di epilessia da quindici anni. Non trovo più le parole sono molto stanca di tutto quello che mi sta accadendo! La prego mi aiuti ad ottenere queste due case non sono molto grandi, ma per noi vanno benissimo. Lei mi dirà che c'è gente che sta peggio, ma la prego non lo faccia per me ma per i miei figli e i miei due nipoti il secondo è in arrivo da mio figlio non sà dove andare con la sua ragazza e stanno a casa mia, mi aiuti non sò più come fare la prego. Aspetto una sua risposta. Mi scusi per la dizione ma ho solo la seconda elementare.
Compose il numero della Mondialpol. - Pronto, buongiorno. Mi scusi, può ricordarmi a che ora finisce il vostro sciopero? - Dalla finestra entrava un forte profumo di fiori di tiglio, quelli che si allineavano sul marciapiedi di fronte. Così forte da sovrastare tutti gli altri odori della stanza, quelli dei cittadini e quello suo intimo personale, allo stato degli atti il più rilevante. Si ricordò che quella sera avrebbe giocato l'Italia. Invitò lorsignore e lorsignori a sperare con rassegnazione e a rassegnarsi con speranza. Andò via prima dell'orario previsto, senza metter mano al badge. L'indomani avrebbe fatto finta di essersene dimenticato, firmando un foglio in cui dichiarare di essere uscito due ore dopo.

Gol della Germania? (in Barbarei leben wir)
Sono stato in Africa due mesi, uno in Uganda e uno in Angola, mai in Ghana. Quindi non so dell'esistenza dei ghanesi, mentre di angolani e di ugandesi so abbastanza da aver capito che non esistono gli angolani e gli ugandesi, ma varie etnie e meticciati tenuti insieme da una pseudodemocrazia, da una lingua europea, da un inno, da una bandiera, da divise come quella di una squadra nazionale di calcio, e dai televisori che diffondono a forza tutto questo. Dicevo che non posso parlare degli eventuali ghanesi, ma dei tedeschi si'. Infatti sono stato molti molti mesi in Europa Centrale, e ho constatato che i tedeschi esistono, hanno una radice etnoculturale comune notevole e sono bene organizzati; infatti sanno riconoscersi facilmente tra loro e sopportarsi per tacito accordo, evitandosi il piu' possibile, sia nel Centro Europa che altrove. Inoltre sono mantenuti insieme da una lingua europea, un inno, una bandiera, una squadra nazionale di calcio, e da televisori che diffondono con forza tutto questo. Un'altra prova dell'esistenza dei tedeschi e' quella fornita dalla Fifa, che ha assegnato a loro (e non agli angolani o agli ugandesi) il compito di organizzare un Mondiale di calcio, ora in fase di effettiva realizzazione. Sara' per la paura di perdere i soldi degli sponsor, dicono i maliziosi, che i Mondiali sono stati affidati a loro, fatto sta che per la Fifa i tedeschi esistono anche se non hanno tutti lo stesso livello di senso dell'umorismo, e la partita Italia-Ghana si giochera' stasera in uno stadio gestito secondo le direttive di un signore che si chiama Franz Beckenbauer, nome che ricorda la tipica pagnotta (Bauerbrot) dal sapore acidulo che esce tradizionalmente dai forni (Bäckerei) tedeschi. Ora ci si potrebbe chiedere: Gli italiani esistono? Per quanto sopra, si puo' rispondere a questa domanda in due modi: Si' e No. Perche' gli italiani sono etnie e meticciati che hanno Si' in comune una lingua europea, un inno, una bandiera, una squadra nazionale di calcio, ma anche un partito molto importante che si chiama Forza Italia e che vuole fare dell'Italia una pseudodemocrazia stile Bananas, e televisori forzisti che diffondono tutto questo. Malgrado gli indizi in favore del Si' io sono per il No, e dico Forza Italia solo in occasioni come quella di stasera, sperando in una vittoria del No e dei non italiani contro gli eventuali ghanesi.
nella casa vuota, i tuoi passi risuonano sul cotto anche a piedi nudi. senza la tv, i libri e gli abat-jour, al tramonto il sole dipinge un quadro nuovo. l'odore è di vernice bianca, un alito fresco e rassicurante, però estraneo ai tuoi umori familiari, alla tua cucina. o cambierà l'odore, o cambierà l'umore. i pavimenti sono puliti, come i sanitari e i ragni timidi agli angoli dei soffitti. pulisci il muro dalle tracce di zanzare con qualcosa di umido, subito dopo averle schiacciate. fuori vedi le stelle, eventualmente la luna e qualche cane intorno. le lucciole portano più in basso il tuo sguardo, finché senti l'odore del campo umido e dei tuoi piedi sporchi. li lavi, sei stanca, finisci la birra e vai a letto dopo aver controllato l'allarme sul telefonino. ti addormenti, la camicia e i pantaloni sulla sedia, i calzini per terra. ti senti a disagio: senza tv, tappeti e abat-jour cominci ad avvertire il rischio che queste sere, queste notti, quelle cervella vengano riempite da qualcos'altro, da qualcun altro. dormi e sogni. il sole la mattina suona una sveglia nuova precedendo il cellulare metallico, anche lui in fondo è inutile.
: - buon giorno signora. il suo biglietto, per cortesia.
- : (da dietro le spalle dell’altro) favorisca lei i documenti, piuttosto.
: - ... ?
- : ... !
: - (cerca di fuggire)
- : (lo prende per la giacca, che si strappa sotto l’ascella destra)
: - era quasi nuova. complimenti.
- : comunque l’avrei requisita.
: - come hai fatto a capirlo?
- : a parte le segnalazioni, non ce l’hai la faccia del ferroviere.
: - e che faccia ci ha un ferroviere?
- : certo non la tua da pretino, pulitino e stiratino.
: - cretino a chi?
- : ...
: - ...
- : allora i documenti? (preme un pulsante sul walkie-talkie e si mette in ascolto, l’altra mano che spinge l’altro fuori dallo scompartimento, davanti alla toilette)
: - fuori il tesserino, prima.
- : ... ?
: - quanto volevi per lasciarmi stare? dimmelo dai, fammi ridere.
- : come hai fatto?
: - a parte le segnalazioni, non ce l’hai manco tu la faccia del ferroviere. e sono anni che usano i cellulari al posto dei uocchiatocchi
- : e che faccia ci ha un ferroviere?
: - senti un po’ rastafari, vattene da 'sto treno. la tratta di civitavecchia e’ roba mia.
- : ...
: - ... !
- : soci?
: - che? e perche’?
- : non voglio fare la spia. raddoppiamo gli incassi. ci guardiamo le spalle. cominciamo dal vagone di mezzo. uno va verso la testa e l’altro verso la coda. ho i blocchetti delle multe quelli nuovi, stampati quest’anno.
: - cazzi tuoi se fai l'infame. e mi trovi una giacca nuova.