27/02/2007
le gambe{ di Logina Passwortraud I, Grafin von Hohenlillern, valorosa Amazzone del Santo Grande Raccordo all'Anulare, quando camminavano nella pesante armatura assumevano espressioni strane, graziose ma complesse. Quella notte la contessina andò a letto presto, stremata dalle tenzoni e dalle galoppate in sella al fedele destriero Thir. La sagoma del baldacchino le sembrò una solida[ e rassicurante protezione, prima di cadere in un sonno profondo. Sognò allora un mondo nuovo, senza confini, senza nemici, senza dolori, senza morti, un mondo tutto tondo e (perfetto.)dopo, avendo sete sognò di bere da un calice, un fluido denso. qualcosa tremò nello stomaco. sentì una fitta]nel cuore della notte, che cominciò a sanguinare. stupefatta, la ragazza andò a pulirsi fuori,}alla luce della luna.

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22/02/2007

io sottoscritta g. carmela nata a il chiedo  cortesemente la vostra attenzione per la mia situazione.
sono appoggiata a casa di mia madre la quale paga regolarmente l'affitto ma  l'appartamento e' senza riscaldamenti ed umido chiaramente ho i bambini  che mi stanno sempre male e vivono in pieno disagio.sono tre anni che ho  fatto domanda per casa ma la mia posizione e' sempre la stessa.ora se  parliamo di diritti perche' si continua ancora a dare le case agli  sfrattati i quali se hanno lo sfratto non per morosita significa che  possono permettersi di pagare un affitto ?le case del comune non sono per  le famiglie bisognose?vivo sola con due bambini ed essendo donna con  limiti di orari,senza diploma si sa' il mio stipendio massimo che puo'  raggiungere sono circa 700,00 euro al mese.come potrei prendere un  appartamento in affitto?a chi posso rivolgermi per far valere i miei  diritti non solo di cittadino ma qui' si parla di diritti dell'essere  umano
 vi ringrazio per la cortese attenzione


gentile sig.ra g. carmela, per quanto di competenza si precisa che lei ha perfettamente ragione, sa senza accento. inoltre, a riprova di quanto da lei rappresentato, confermandole che qui senza accento si parla dei diritti dell'essere umano, in quanto si parla meglio quando si fa poco d'altro, consideri: come farebbe ad essere davvero umano il sottoscritto, umano nei diritti non meno che nei doveri, se sta qui a ricevere leggere e rispondere a lettere come la sua, barattando per un piatto di lenticchie, o meglio una focaccina di cicoria bollita e similmozzarella seppur comodamente arrivata sulla scrivania con un pizzico di limone e un'ombra di pensione queste ore preprimaverili uniche e irreversibili, il sole frizzante caldo e fresco, l'orlo rosa delle margherite emerse delicate e tenaci tra tutti questi cani intrippati di croccantini, il fascino sottile di quella donna dalla pelle brunita così lontana ma così vicina, la vede signora carmela, lì oltre questa finestra, oltre gli olmi distratti e le pantegane nascoste? pertanto gent.ma signora g. carmela, la invitiamo a prendere atto a sua volta di quanto segue: qui si parla quanto si vuole di diritti dell'essere umano, beninteso in assenza di esseri umani.

& special guest:
camilla al basso

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21/02/2007

- Venga un po,iei!*

Sì lei, per cortesia,
Poeta, chi è?
Etimologia
dice: un Re
Operaio, superbo
facitore di Versi,
Carpentiere del verbo
innalza Discorsi,
Creatore esteta,
dà l'a alla Zeta
-.

e 'l Poeta (i spirato)
compose Parole
in Risposta al quesito:

- se lei proprio vuole
sapere chi sono,
cinque cose dirò
(le chiedo perdono),
anzi le scriverò.
per primo: un Pollo,
ma su bel piedistallo.

secondo, un Puledro:
mazzetta e scalpello,
di fronte e di retro
smartello e cancello.
terzo, d'antica età
cerco il Pomo dorato
che adamo tentò
e che eva ha fregato.
quarto: un Poraccio
uomo+calcinaccio.

cinque, un Putto
saccente codardo,
mi dolgo di tutto,
rido mentre vi guardo,
signori e lettrici
che il foglio scrutate
e le tamerici
ognor annusate.
deh, se quinto è il dito,
la mia mano ha finito -.

* dal v. ποιείν

 

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15/02/2007
ora finalmente la vacca è spirata, portandosi via il vitello, trascinata dal vitello. stamattina respirava ancora, stremata sul fianco sinistro, tra un cespuglio e un albero spogli, tra la puzza di marcio e le pietre, il cadavere rannicchiato del cucciolo mezzo dentro e mezzo fuori. un figlio troppo grosso, morto già da troppo tempo nell'utero prosciugato, troppo incastrato. ieri sera fino a notte dieci braccia e una lampadina per strapparlo, legato a corde, uno due tre vaiiiii, poca roba, molta nausea. . poi ci hanno provato i cavalli vapore del trattore, che ha finito per slittare sul fango sporco di vaselina, strattonando la madre saldata al figlio, o meglio alla sua parte indivisibile. nessuno tra i presenti aveva visto un travaglio così difficile, un nodo così duro, doloroso. due flebo, una di calcio, un alibi per dormire tranquilli, la speranza di rivederla in piedi, per estrarre ciò che restava in fondo al ventre da una posizione più favorevole. stanotte ha piovuto tanto. stamattina lei era là come uno scoglio tondo umido e caldo, ancora respirava quando è uscito il sole.
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12/02/2007

pioveva tanto, su tutto il mondo, ma tanto tanto, come mai aveva piovuto. Non smetteva più di piovere, non smise più. Sembrava che una gigantesca doccia volesse distribuire sulla terra l'intera riserva d'acqua degli Oceani, distillata, evaporata e ricondensata per chissà quale rivoluzione climatica, o collisione meteorica, o follia lunatica. O forse era la prova muscolare di un dio monocratico, sbottato per l'ultima goccia versata da chissà quale empia bestiola, un despota feudatario che d'improvviso avesse deciso di trasformare in risaia il suo lotto preferito. Fatto sta che, al settantasettausendesimo mese di ininterrotto diluvio, il livello del mare raggiunse anche l'ultima cima dell'Everest, e un merluzzo iniziò ad interessarsi alle strambe incisioni di certe targhe d'acciaio. A quel punto la specie animale più letale, l'uomo, peraltro già raggiunta da avviso di garanzia come responsabile di precedenti crimini contro la biosfera, era quasi del tutto estinta, o latitante. Erano rintracciabili, monitorati con microchip appositamente inseriti sottopelle, solo alcuni esemplari: una selezione di dodici nuotatori olimpionici adattati all'ambiente subacqueo grazie a protesi branchiali realizzate dalla Nasa, sei velisti giramondisti provvisti di cambusa autoricaricabile brevettata (1 tonno pescato ogni 100 scatolette gettate in mare, appese a lenze), due incantevoli pescatrici di perle polinesiane e infine uno splendido pippobaudo adulto, ben protetto nel talamo di una gelosa ippopotama, improvvisata mamma adottiva. Di questo sconvolgimento epocale, tuttavia l'equilibrio eco-etico-estetico-esterrefattico del geoide non sembrava troppo soffrire: il Pianeta Azzurro diventato di un bluemarine vellutato, niente più sete e carestie, nel complesso l'orbe tuttacqueo appariva meno terribile, seppur orbo dell'attività purificatrice di deliziose bloggeresse e degli operatori ecologici dell'AMA. Gli stati sovrani si erano sciolti, fondendosi in un unico stato liquido in cui era completamente libera la circolazione di merci, individui, correnti politiche, religiose e filosofiche: l'effetto immediato fu la scomparsa degli scontri a fuoco. L'inaffondabile Joschka Fischer (dimenticavamo che era sopravvissuto anche lui), da navigato ex68ino intravide in tutto ciò le fondamenta reali e razionali della sognata Rivoluzione, e in forza del proprio nome si autoproclamò Minestro della Pesca, nessuno ostante. Nell'immaginario collettivo le colonne d'Ercole vennero trasformate in leggendari coralli di pregio, Noè promosso al grado di profeta, l'Odissea e il Portolano imposti come testi scolastici già dalle elementari, la Sirenetta sostituì Cenerentola nei sogni di ogni girino. Mare magnum non fu più un modo di dire ma un'evidenza tangibile. Senza più barriere né confini navigare in rete, un'attività paradossale un tempo distintiva di pochi eccentrici, si impose come la condizione più naturale del mondo animale: così semplice e spontanea, così necessaria, che per connettere non servirono più i computer.

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08/02/2007

prima o poi arriva il post in cui l'esibizionista che tiene un blog da' sfogo al bisogno di parlare a tutti dell'ultimo libro che ha letto, che sta leggendo o che leggera'. io sto leggendo Questo libro ti salvera' la vita di A.M. Homes, e dopo leggero' senz'altro Questo libro cambiera' la vostra vita, di Lillo & Greg. Sono due libri intelligenti, scorrevoli e stimolanti che consiglio, sul serio. Non parlo invece dell'ultimo che ho letto, perche' e' un libro cui tengo veramente. Sopravvivrete lo stesso tutti e quattro, spero.

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07/02/2007
alla stazione, nessuna traccia di Victoria Tymco. per due mesi è rimasta la candela bassa e tozza rivestita di plastica rossa, tipo economico, ai bordi del binario: sparita anche quella. nessun segno, nessuna scritta ricorda Victoria. i piccoli balordi di forza nuova aggiornano sui muri le loro autocertificazioni di esistenza in vita, accanto ai poster colorati della signora bizzarra che abita vicino alla stazione. i pendolari guardano a sinistra e a destra attraversando i binari su cui vanno su e giù, aspettano al bar comprando i giornali, puntano i posti liberi non pestandosi troppo i piedi. chissà come sta la sorellina di Victoria, e se la madre ha trovato lavoro. Tymco, in Texas, intanto produce macchine che puliscono per terra.
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05/02/2007
ehm... salve. come va? qual buon vento. come mai da queste parti? la osservo da un po', sa. da quando si è fermata. nessuno si ferma mai, lungo questa strada. fermarsi proprio qua, senza piazzole di sosta e su questa risicatissima corsia d'emergenza... può essere pericoloso. giusto se uno buca, o ha un'urgenza fisiologica, o deve litigare al telefonino... non voglio impicciarmi negli affari suoi, ma... no, no, stia, non mi dà fastido, anzi. intanto permetta che mi presenti. mi chiamo Qatar If Rangente, per gli amici Caterino. mi può chiamare anche Rino, se vuole, signorina... la nonna mi chiamava Rino, sa. ero uno dei suoi numerosi nipoti: tra i tanti, ricordo Pino, Dino, Gino, Mino... mitica, nonna Anaïs, una scafatissima, tra l'altro ben ammanicata, pensi che grazie alle sue conoscenze ci sistemò tutti, trovò un posto di lavoro a ciascuno dei suoi parenti. Pino al trentaduesimo della Cassia Bis, Dino sul Raccordo uscita La Rustica, Gino sulla Bretella per Napoli... un posto di prestigio, strafico, di grande esposizione... lo guardano tutti, pezzi grossi sa, porsche, mercedes, autoblu con le sirene, suv audi... sta lì elegante lucidato su una curva parabolica... del resto il cugino Gino è stato sempre un ragazzo ambizioso, mentre io mi sono sempre accontentato... e così eccoci qua. e già. essì. e lei, lei che ci fa qui al 25. dell'Aurelia? non ha mica bucato, mi sembra. attenzione è davvero pericoloso, qui corrono come matti. c'è il limite di 90, ma lo rispettano solo fino a due chilometri più indietro, dove sanno che la polizia ogni tanto si piazza con l'autovelox. qua si scatenano. per la verità, è un miracolo che io sia ancora qui a prarlarle. oppure no, è il destino. a forza di lavorare si diventa fatalisti, sa. comunque s'impara l'umiltà. ne vedo tanti passare, e nessuno fa caso a me. si accorgono al massimo, e per un attimo, del riflesso delle loro luci sui miei vetri. ma solo quando è notte. non che la cosa mi deprima: non li conosco, possono essere ladri o santi, passano talmente veloci... non riesco a ricordarmene nessuno. perciò mi sono indifferenti. ogni tanto gettano qualcosa dal finestrino: un preservativo usato, avanzi di panini, carte, pacchetti vuoti di sigarette che mi ricordano che devo morire... tanto mi basta per capire di che pasta sono, scusi sa, e se proseguono tutti così in fretta, senza scambiare due chiacchiere, non è che mi perdo granché poi... a proposito, signora, visto che sta qui (chissà perché), le dico una cosa... un segreto, che non dico mai a nessuno, sa. lei mi è simpatica, non so perché. già che non butta niente per terra, e anche se non dice nulla. allora, ascolti. tra dieci minuti, qua vicino succede qualcosa che vale la pena. potrà ammirare uno spettacolo. faccia due passi ancora lungo la carreggiata, attenzione però a queste maledette macchine. vede mio fratello, quello lì all'ettometro III? ecco, si fermi a quell'altezza, dove l'orizzonte si apre, e da quello squarcio sale uno specchio d'oro... il mare. abbagliante, a quest'ora. e tra dieci minuti, signora, non si perda il tramonto. dev'essere una cosa bellissima. a sentirlo raccontare da mio fratello, è un poeta sa, mi riempie sempre di commozione. va via? deve ripartire, proprio ora? peccato... se ripassa da queste parti, torni a trovarmi. arrivederla

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02/02/2007

che tempo strano
un amore a milano
un marziano a marsciano
un corto divano
la giornata grigia
la folla litigia
l'impiegata ligia
ma non calli pigia
il regolamento
ci chiude in convento
non che mi lamento
però il sentimento?
chi tace acconsente
p. disse equamente
ritorna un mi in mente
parte il cip io presente
che tempo strano
poi ricominciamo

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